Chiamami ancora Maurizio

È difficile contenere mia madre in poche righe, perché era fatta in un modo tutto suo. Era irruente, non contava mai fino a dieci prima di parlare, non era capace di raccontare una bugia o di mantenere un segreto ed era la persona più impulsiva che abbia mai conosciuto. Io e Claudio dicevamo sempre che […]

10 anni di Jacopo

Quando tuo figlio compie 10 anni, la prima cosa che viene da fare è parlare di se stessi. Di come il tempo trascorso ci abbia cambiato, delle cose che avevamo (e che abbiamo perso) e di quelle che cercavamo (e che magari abbiamo poi trovato). Anche questo pezzo, per capirci, lo stavo iniziando proprio così. […]

Spettacolo continuato

Quando sta male una persona che amo, mi tornano in mente di lei i ricordi più strani. Di mia madre, questa mattina, mi è tornata in mente una sua bizzarra abitudine di quando da piccolo mi portava al cinema. Tutte le volte arrivavamo in ritardo, a film già iniziato, e non c’era verso che riuscissi […]

Matteo (Giovanni)

Così, eccoti qua, Matteo Giovanni. Matteo come volevano chiamarti i tuoi fratelli e la tua mamma. Giovanni (senza virgola, sia chiaro) come volevo chiamarti io, perché sono un romantico senza speranza e Giovanni era il nome di mio nonno, morto dieci anni fa e nato un secolo esatto prima di te. by

Ah, la carta!

L’odore delle pagine, violate per la prima volta. Il loro fruscìo così familiare, quando le si sfoglia una dopo l’altra. Quella sensazione sulle dita, i polpastrelli che godono, mentre gli occhi, avidi, seguono lo scorrere dei caratteri sul bianco della carta. Riga dopo riga. Pagina dopo pagina. Ok, un libro vero è un’altra cosa. Altro […]

19 marzo.

Perché sono cresciuto con i dischi di Gaber e Battisti. Perché ora so distinguere un’opera d’arte da un misero tentativo. Senza leggere la firma. Per i suoi gatti e i suoi Pinocchi. by

Al risveglio

Il mio letto di bambino era nel bel mezzo di una stanza da studioso. Una poltrona sistemata fra una lunga vetrinetta ricca di libri e una scrivania di legno ottocentesco bucherellata da generazioni di tarli professionisti. Davanti, una piccola televisione in bianco e nero, appoggiata su una cassapanca di legno lavorato a intarsi che formavano […]

“G-Day!”, giorno di adesioni importanti

Inutile che vi spieghi chi è l’uomo nella foto (* nel caso seguite l’asterisco e che Dio vi perdoni…). Ebbene, anche lui ha tenuto a farci sapere di aver partecipato al “G-Day!”, scaricando “Il Sogno di Giovanni”. In attesa dei numeri della partecipazione, vi ricordo che potete richiedere il vostro racconto personalizzato inviandomi via mail […]