Archive for Me, myself & I

Un sabato fra le nuvole

Un consiglio per andare in moto (guarda che lo conosciamo già, l’unico che ancora non ne sapeva nulla eri tu, non venire a darci lezioni non richieste, bischero!)? Via per Rivarolo, Cuorgnè, Ceresole Reale e su verso il Colle del Nivolet (2612 metri…).

Per una giornata fra le nuvole, in mezzo al niente, dopo una serie di tornanti che nemmeno Rossi a Laguna Seca (ma a 30-40 km/h per quel che mi riguarda).

Se poi volete andare a piedi fino in Francia, beh… accomodatevi!

Vaìa

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Gommelli

Lezione della giornata: "Smettere di fare l’anarchico".

In Italia gli anarchici fanno una brutta fine. O li arrestano innocenti o volano giù dalle finestre (non che in America vada meglio).

E io Gommelli non lo voglio diventare. Anche se è difficile, cazzarola. E’ difficile.

Vaìa 

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Gabbiani ipotetici

Sarà il pensare a Homer Alfano.

Sarà la tristezza di questi giorni, di questo Paese guidato da personaggi che mi fanno orrore, contrastati da gente che "a ottobre vedrete!".

Sarà che forse inizio a invecchiare e mi sento senza punti di riferimento.

Sarà che trovo inconcepibile dover morire di fame quando basterebbe un paese appena più civile per farlo con dignità.

Sarà che cerco nei ricordi le cose che mi hanno fatto ridere e piangere.

Sarà che su Youtube c’è tutto, ma proprio tutto tutto.

Sarà che il 9 settembre son 10 anni che è morto Battisti. E dopo di lui De Andrè. E Gaber.

Sarà che mio padre si opera e anche se non è una cosa grave non riesco a essere tranquillo.

Sarà che è grazie a lui se ho la fortuna di avere una certa idea del mondo.

Sarà che ho voglia di bruciare e prendere a calci le cose che non sopporto più.

Sarà che faccio fatica a essere diplomatico, a mandare giù. Ad aspettare.

Sarà tutto quello che volete.

Ma quanto è terribile e meraviglioso questo brano?

Di quante cose ci siamo dimenticati?

Vaìa

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Homer Alfano

Io non voglio dire. Anzi, lo voglio dire. Ma posso io essere rappresentato da uno che fa il Ministro della Giustizia ed è uguale a Homer Simpson? E molto, ma molto più servile coi potenti?

Ora, non dico che debbano essere tutti ieratici come un Eugenio Scalfari. Ma almeno un po’ di fisiognomica in fase di nomina non guasterebbe. Se poi oltre ad assomigliare al nostro caro Homer, gestisci la giustizia con la stessa cura con cui trattano le barre di uranio nella centrale di Springfield… Beh, io inizio veramente ad avere la nausea.

Facciamo così. Stabiliamo una buona volta per legge che sua Emittenza non può e non deve essere mai e poi mai processato, indagato o anche solo sospettato di alcunché. Dal furto delle caramelle alla pedofilia. Ma facciamolo subito, oggi pomeriggio o al massimo domani mattina.

E quando ci saremo finalmente tolti dai maroni la questione giustizia (impedendo fra l’altro che per salvarne uno mandino a fare in culo milioni di altri), forse potremo pensare ai veri problemi di questo schifo di paese. Dove i vecchi muoiono attaccati alle loro poltrone (sempre gli stessi vecchi per le stesse poltrone), la meritocrazia è un lusso che non pensiamo nemmeno più di poterci permettere e l’aria è chiusa come in una stanza dove quattro butteri con relativi toscani garibaldi hanno giocato a briscola per tutta la notte.

Non c’abbiamo più una lira. Ci sono rigurgiti fascisti che fanno impallidire quelli di un neonato col riflusso. Prendiamo le impronte ai bimbi rom per garantirgli un futuro da emarginati "in regola" e il pianeta danza allegramente verso l’Armageddon. E se volete saperlo nemmeno io mi sento tanto bene.

Per cui… Prenditi questa benedetta immunità. Te la porto io con le orecchie. Ma per pietà, parliamo d’altro. Basta processi, basta intercettazioni, basta illazioni pompinesche che non si possono provare. BASTA! Chissà che non ci riesca anche a costringere l’opposizione a parlare al cuore della gente (e al suo portafoglio) e a mettere alla giustizia qualcuno con un’aria un po’ più intelligente e meno furbescamente italiota.

Vaìa

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La versione di Jacopo

- Allora, amore… tutto bene?
- Sì
- Sei triste?
- Ma noooo, babbo!
- Ah, ok. Mi ero preoccupato…
- Perché ti eri preoccupato?
- Mah… eravamo appena arrivati alla fattoria e sei subito voluto andare via.
- Sì…
- Ma non ti piacevano gli animali?
- Sì… mi piacciono! Anche se puzzano…
- E allora? Perché sei voluto andare via subito?
- Mmmmm
- Hai cambiato idea?
- Sì…
- E come mai?
- Eh! Capita che si cambia idea, no?

Fermo la macchina. Mi giro e lo guardo che mi sorride, gli occhi luminosi e una piccola jeep di plastica in mano. Lo stritolerei dal bene che gli voglio. Lo bacerei per ore, schiocco dopo schiocco. Se non fosse che mi sbatterebbe via dopo un minuto, per eccesso di smancerie "da femmina". Il mio piccolo filosofo di città. E invece lo guardo e gli sorrido ebete.

- Hai ragione, amore. Capita. Che dici, ce ne andiamo ai giardini a giocare?
- Sììììììììììììììì

Vaìa

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Colpo di stato*

Oggi il consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto lodo schifani bis. Niente processi alle quattro maggiori cariche dello stato: Presidente della Repubblica, presidente del consiglio e presidenti di camera e senato (le minuscole sono volute).

Dopo le intercettazioni un’altra soluzione per separare la casta dalla massa delle persone qualunque. Che poi è anche un peccato, perché quelle del tizio che propone attricette usate al direttore Rai sono veramente divertenti.

Io non ho più parole per descrivere lo schifo. Magari se ne accorgerà pure Walterino nostro, che con questa gente non si può nemmeno pensare di instaurare un dialogo. Ma che ci voleva tanto a capirlo? Possibile che dobbiamo fare sempre la figura degli ingenui buoni di cuore? Non ci è bastata la bicamerale degli anni ‘90?

Io non lo voglio il dialogo, con delle persone così. Ci dialoghereste voi con Totò Riina se vi giurasse sui figli che è cambiato? Io mi limiterei a insonorizzare la cella. E amici come prima.

Vaìa 

*il titolo lo ha già usato un caro amico bloggante. Io lo riprendo, francamente non me ne viene in mente uno migliore.

 

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La ritirata del sergente

L’Italia certe persone non se le merita più, per questo se ne vanno. E non venite a dirmi dell’età. L’età non conta nulla.

Ieri è toccato al sergente nella neve. Altro mondo, altri uomini, altri valori. Così ingenuamente fuori moda. 

Vaìa 

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Fango e sudore

Io corro. E non ci sono ginocchia negligenti, piogge mefitiche o fiumi esondanti che possano cambiare questo semplice dato di fatto.

Io corro finché ce n’è. E quando mi fermo, anche se mi fanno male le giunture e sono riemerso a stento dalla melma che il Po ha sparso per il Valentino, mi sento meglio.

Dio solo sa quanto mi serva.

Vaìa 

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