Ti ho riconosciuto subito. Inutile nascondersi dietro quel costume da Babbo Natale tutto sporco e sdrucito, con quella barba grigio fumo e quel vistoso paio di L.A. Trainer blu ai piedi. Ti ho riconosciuto eccome. Fa un freddo porco oggi. Mancano pochi giorni alle feste e sono solo le otto di mattina. Il mercato è nel pieno delle attività. I banchi sono montati e i vicoli di Porta Palazzo sono già pieni di persone che brulicano come formiche impazzite alla ricerca di cibo. Quelli che vanno per la maggiore, a quest’ora, sono i pensionati. Una marea umana fatta con lo stampino, cappotto verde militare e cappello gli uomini, paltò nero e sciarpa cucita a mano le donne. Tutti soli, tutti senza una lira. Pronti a combattere corpo a corpo per un chilo di arance in offerta e bene attenti a buttare un occhio alla frutta gettata per terra e non ancora completamente marcia, che non si sa mai. Ci sono anche parecchi bambini diretti a scuola, con o senza madre, ma quelli non si fermano mai, scelgono solo la strada più breve per attraversare la piazza.
























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