Il banchiere di Dio

Fra le altre cose oggi è morto il Cardinale Paul [tag]Marcinkus[/tag], il famigerato finanziere in porpora collegato a doppio nodo con lo scandalo [tag]Banco Ambrosiano[/tag] e la personcina di [tag]Michele Sindona[/tag] (breve riepilogo qui).

Forse lassù qualcuno aveva bisogno di soldi…

Vaìa

Il colmo

Un uomo in questa posizione può fare solo due cose. O togliersi i vestiti come [tag]Superman[/tag] e lanciarsi a difendere qualche vecchietta o lasciar intravedere una maglietta becera e mettersi a sparare cazzate a raffica. Nel secondo caso potete essere sicuri che si tratta del padano [tag]Calderoli[/tag]. Odontotecnico e prode difensor della padania.

Ora, cosa si può dire di un demente simile? Forse che in un qualunque altro paese del mondo non lo farebbero neanche entrare in osteria, mentre da noi fa il ministro delle Riforme Istituzionali. E quel che è peggio è che le riforme le fa, non si limita a pensarle. Anche se "pensare", nel suo caso, è un termine un poco azzardato.

Ecco, questo uomo altamente vaneggiante (insieme al 5% circa di italiani che vota lega) è la prova che "loro" sono molto, ma molto peggio di noi. Sia chiaro. DI cretini ce ne son tanti anche dalla nostra parte, ma non credo che ci si debba preoccupare ossessivamente di chiedere scusa per ogni scureggia ideologica che mollano (a parte gli slogan su [tag]Nassiriya[/tag], che meriterebbero un fracco di mazzate se non altro per idiozia-palese-in-piena-campagna-elettorale)

Quanto al prode Carderacchio mi piace dedicargli l’epitaffio politico pubbblicato ieri nella vignetta di [tag]Giannelli[/tag] sul Corsera. Purtroppo non ho trovato l’immagine in Rete, ma le parole… bastano eccome.

IL COLMO
Deridere il culto di
[tag]Maometto[/tag]… E avere il culto di Bossi.

Non so voi, ma io continuo a preferire il profeta. Eccome.

Vaìa

Il 46% delle mie cellule

Il 46% delle mie cellule ne ha le balle piene di vedere [tag]Berlusconi[/tag] in televisione in ogni momento. Come stamattina, dalle 7.15 alle 7.45 circa su [tag]Rete4[/tag] in un convegno-ovazione senza alcuna pubblicità.

Il 44% delle mie cellule trova invece insopportabile l’ansia da [tag]sondaggio[/tag] di questi giorni e l’uso indiscriminato che una certa parte politica (sempre QUELLA certa parte politica) fa dell’unico risultato positivo che sembra essere riuscita a scovare. Per altro andando fino in america, visto che in tutto il resto del mondo pensano vincerà la sinistra.

Il rimanente 10% delle mie cellule (per lo più cerebrali) mi ha fatto ricordare uno dei pezzi più esileranti sul valore dei sondaggi e del dibattito politico più in generale (fuffa allo stato puro). Autore, neanche a dirlo, [tag]Giorgio Gaber[/tag]. Lo ripropongo per farmi due risate in compagnia e per allontanare il dubbio che il 10 aprile pomeriggio possa trovarmi ancora più inguaiato di oggi.

LA SEDIA DA SPOSTARE
(La scena è buia. Al centro una sedia molto illuminata. Voci fuori campo)

a) Secondo me quella sedia lì va spostata.
b) Anche secondo me quella sedia lì va spostata.
a) Facile dirlo quando l’han detto gli altri.
b) Se è per questo sono anni che lo dico e nessuno mi ascolta.
a) Da una approfondita analisi storica e sociologica viene fuori che quella sedia pesa dai nove ai dieci chili.
b) Non sono d’accordo. Dai sondaggi il 2% degli intervistati dice che pesa dai cinque ai sei chili, il 3% dai sei ai sette chili, il 95% non lo so e non me ne frega niente. Basta che la spostiate.
a) Secondo me per spostarla ci vorrebbe qualcuno che la prendesse delicatamente per la spalliera e la mettesse da un’altra parte.
b) Eccesso di garantismo. Al punto in cui siamo è assolutamente necessario prenderla in qualsiasi modo. Anche a calci.
a) A calci? Ma questo è profondamente antidemocratico e anticostituzionale.
b) Se è così cambiamo la Costituzione
a) Non è una cosa che si può fare da un giorno all’altro. Nel frattempo propongo di indire un referendum.
b) Non si troveranno mai 500.000 firme per spostare una sedia.
a) E allora non c’è scelta: elezioni anticipate.
b) No, le elezioni oggi no. Sarebbe troppo grave per il Paese. Forse domani.
a) Rimane il problema urgente della sedia da spostare.
b) Su questo sono d’accordo. Può essere un punto di incontro.
a) Parliamone.
b) Parliamone.

(Da "[tag]E pensare che c’era il pensiero[/tag]", 1995).

Vaìa

Perché dobbiamo vergognarci solo noi?

Vladimir LuxuriaSeguo la campagna elettorale in corso e mi chiedo: perché dobbiamo vergognarci solo noi?

Per un [tag]Giordano[/tag], un [tag]Caruso[/tag] e un [tag]Luxuria[/tag] a sinistra, ci sono dieci / cento / mille neofascisti a destra. Guidati da capi orrendi anche solo da ascoltare (come Gaetano Saya, fondatore del nuovo MSI) e pronti ad alleanze politiche che riescono (forse) a dar da pensare anche a un uomo disperato e pronto a tutto come il Berlusca.

Allora, perché siamo sempre e solo noi a dover provare la nostra democraticità?

Io detesto Giordano e lo ritengo un residuato bellico (un trotskista nel 2006, ma dai!). Mi sta antipatico Caruso e ritengo per lo meno avventurosa agli occhi dei più la candidatura di Vladimir Luxuria. Ma nessuno di loro ha mai parlato di "razza" superiore, di "comunisti da cercare uno a uno" o di "finocchi che devono rimanere nascosti (leggere per credere e leggere per incazzarsi).

Questi sono i nemici dell’intelligenza e dei moderati. Non un vecchio comunista patetico che se ne fotte dell’opportunismo politico e parla di resistenti iracheni, né un leader dei movimenti no-global dalle opinioni discutibili ma per certi aspetti condivisibili (a partire dalla Tav). E sicuramente non è una minaccia per la società una persona che ha fatto della sua differenza sessuale uno stile di vita chiaro e limpido.

Se il 20 per cento circa dei moderati ancora non lo capisce vuol dire che non sono moderati-[tag]indecisi[/tag], ma pure e semplici testine di supercazzola menefreghiste e qualunquiste. E non per ripetermi, ma se a due mesi dalle elezioni e a cinque anni dall’inizio di questo sciagurato governo ancora hanno dei dubbi… come ho già detto tanto a posto non sono.

Vaìa

Nero su bianco

- Questa volta è diverso
- Non me lo dire! Non mi dire che questa volta è diverso. NON ti azzardare a dirmi che questa volta è diverso!
- Senti Laura…
- Sei una carogna. Ancora a raccontarmi palle!
- Non capisci…
- NON CAPISCO?
- Non urlare, ti prego, ci sentono tutti.
- NON CAPISCO?
- Laura, ci guardano…
- Ci guardano. Ah, bene… Sì…Ci guardano dici? ME NE FOTTO!
- Senti ho già sistemato tutto.
- Hai sistemato? Anche per i nostri figli?
- Senti…
- Anche per Marco e Caterina?
- …
- Anche per loro hai sistemato?
- Ecco…
- Tu non la devi più vedere, Antonio. MAI PIÙ!
- Te l’ho già promesso, Laura
- MAI PIÙ. Sennò quant’è vero Iddio ti uccido.
- Ti ho detto che ho già deciso di lasciarla. Tempo qualche giorno e glielo dirò.
- Adesso! Glielo devi dire adesso, Antonio. Non fra qualche giorno. ADESSO!
- Laura, ti prego. Ci guardano…
- Chi, quello lì? Ehi tu… CHE CAZZO C’HAI DA GUARDARE? EHI! Dico a te!
- Gesù… Glielo dico stasera, promesso. Glielo dico stasera.
- Ah sì… Ma guarda un po’, ti basta poco per cambiare idea. Se sapevo che ti bastava un po’ di figura di merda lo chiamavo prima quello là…
- È che non so neanche come fare. È un storia ormai senza importanza, ma non so da che parte iniziare.
- Quanti scrupoli… Povero caro, sono commossa.
- Non mi prendere in giro, Laura. Lo sai che non mi piace far soffrire le persone!
- Tesoro… Amoruccio. Non mi piace far soffrire le persone… Angioletto… Presenti esclusi, a quanto pare!
- Ma cosa dici…
- Perché finché soffro io nessun problema…
- Ascolta…
- No, ascolta tu. Sono cinque anni che andiamo avanti così. Cinque anni e due figli. Ho sempre saputo che mi mentivi… Ci sono sempre passata sopra. Ma adesso basta. O lei o me. Anzi… O lei o noi, visto che siamo in quattro.
- Lo sai che ho scelto voi. Attendevo solo il momento giusto per farla finita.
- Bene. Il momento è arrivato, te lo garantisco.
- Ok, è arrivato…
- Allora?
- Allora stasera le parlerò e le dirò che è finita…
- E che cinque anni di menzogne sono più che sufficienti da ingoiare…
- Anche.
- E che la famiglia e il sangue vengono prima di tutto…
- Infatti.
- E la lascerai per sempre.
- Promesso.
- E no, bello mio. Voglio la sua firma nero su bianco Antonio. Voglio essere sicura!
- L’avrai, Laura.
- Non voglio più essere presa in giro. Deve firmare, punto e basta.
- Lo farà, Laura. Mia moglie firmerà tutto quello che c’è da firmare. Avrò il divorzio, te lo garantisco.
- Non me lo garantire, Antonio. Questa volta fai le cose per bene. Sottoscrivimelo.

Vaìa

Tu chiamalo se vuoi, consumismooooooo

L'Ipod usa e gettaEcco una notizia che farà piacere a qualcuno. L'[tag]Ipod[/tag], a quanto pare, è uno strumento hi-tech usa e getta. Se si rompe quando la garanzia è finita… nisba. Conviene comprarlo nuovo.

Ora, la frase "lasci stare, conviene comprarlo nuovo" ognuno di noi se l’è sentita dire spesso. Soprattutto per qualche aggeggio elettronico a rapida obsolescenza (io stesso ho buttato un lettore [tag]dvd[/tag] di 4 anni, visto che nuovo costava 50 euro e leggeva pure i [tag]divx[/tag]).

Se a questo si aggiunge che le procedure per ottenere [tag]assistenza[/tag] ti costringono ormai a spedire il prodotto chissà dove, ad attenderlo per chissà quanto e a spendere di solito un occhio se non è più coperto da garanzia. Del tipo 300 euro e tre settimane senza notebook per me che ho rotto il lettore dvd e 250 dollari e tempo indefinito per uno sfigato a cui si è spezzato l’hard disk dell’Ipod.

Non so voi. Ma a me questo tipo di "nuova-attenzione-per-il-cliente" mi ha rotto non poco le scatole. Tutto è sostituibile con qualcosa di più nuovo. Tranne le buste paga di chi si trova preso in mezzo.

Vaìa

Prime volte

"Dall’inizio del campionato è la prima volta che abbiamo un errore a favore". (Luciano Moggi a Repubblica, il giorno dopo la convalida del gol irregolare di Del Piero in Juventus – Udinese 1-0)

Nello stesso istante, per la prima volta un asino spiccava il volo, Silvio Berlusconi decideva di costituirsi alla più vicina stazione dei Carabinieri, il primogenito di Bossi confessava al padre di volersi sposare con un’ex prostituta nigeriana e Borghezio rivelava ai media la sua passione per i nazionali di volley cubani.

Vaìa

Il Filadelfia? Ma che sorpresa!

Ci prendono in giro. E si divertono, credo. Oppure vivono talmente fuori della realtà (fra cocktail, inaugurazioni e vippami vari) da non riconoscere più nemmeno la città che dovrebbero amministrare. Altrimenti non si spiega la reazione «da erinni» dell’Assessore alle [tag]Olimpiadi[/tag] del Comune di [tag]Torino[/tag] Elda Tessore, che ieri, a una settimana dai giochi ha "scoperto" all’improvviso il cadavere del Filadelfia. Proprio fra il villaggio olimpico e la zona dello Stadio comunale!
Leggo dalla Stampa di Torino di oggi (pagina 39) di «occhi sgranati, costernazione diffusa, e telefonini roventi nel rimirare la carcassa del [tag]Filadelfia[/tag] ritrovato». Leggo ancora le assessorili dichiarazioni virgolettate: «Ma è pazzesco! Come rimediamo a questo disastro in pochi giorni?» E soprattutto: «Perché Montabone [Assessore allo sport, ndr] non mi ha avvertito?».
E no, cara Elda. Il Filadelfia è così da dieci anni. Dieci anni di batteglie degli ultras, di mozioni e contro-mozioni in Comune (guarda caso… proprio dove lavori tu). Dieci anni di vergogna infinita. Vuoi fingerti scandalizzata perché non sai come ammettere di non essertene mai accorta? Vuoi scaricare la colpa su qualcun altro? Ok, è poco fine ma si può fare. Però, per decenza, risparmiaci queste sceneggiate. Te lo chiedo da cittadino, prima che da tifoso.

Vaìa

ps
Per la cronaca. Il Filadelfia sarà ricoperto dal classico velo pietoso color cinabro con cui nascondono i cantieri ancora aperti. Chissà se quando lo toglieranno qualcuno si stupirà ancora di trovarlo lì sotto. I tifosi del Toro si stanno già ribellando (giustamente).