Mai più senza: la tastiera da 3000 euro

Ci manca "[tag]Cuore[/tag]". E parlo del famoso settimanale satirico di resistenza umana, mica di un sinonimo di "ardimento" o "sensibilità".
Esistessero ancora le sue fragranti paginette verdi, una roba tanto oscena e pacchiana non sarebbe passata inosservata di sicuro.
Con la differenza che all’epoca le idiozie di cui non si poteva fare a meno erano per lo più inutili gadget senza senso.
Oggi sono inutili simboli di ricchezza senza senso (finto [tag]hi-tech[/tag], per giunta!). Forse è pure peggio.
Vaìa
Piccole soprese
La vita riserva piccole sorprese.
Ad esempio seguire pedissequamente le istruzioni di [tag]Libero-Infostrada[/tag] per il settaggio del proprio [tag]router[/tag] adsl [tag]wi-fi[/tag], con tanto di indirizzi Ip standard e username/password base per l’accesso al sistema, ed accorgersi (dopo) di avere irrimediabilmente modificato i parametri del router di un altro condomino.
Ecco, se volete parlare di grandi sorprese… chiedete a lui.
Vaìa
Testimonial e premi Nobel
Buone notizie per tutti coloro che, come [tag]Bob Hope[/tag], pensano che una banca sia un istituto che ti presta soldi solo se puoi dimostrare che in fondo non ti servono. È il momento di cambiare idea… Perché mentre c’è chi cerca improbabili testimonial per campagne virtuali sulla lotta alla povertà (sono testardo e rancoroso, lo so), c’è un banchiere che la povertà la combatte davvero, con le armi dell’economia e della finanza, oltretutto.
Sto parlando del bengalese [tag]Muhammad Yunus[/tag], fondatore della [tag]Grameen Bank[/tag] e realizzatore pratico del concetto di [tag]microcredito[/tag]. Una personcina niente male, che ha avuto un’idea rivoluzionaria: a certe latitudini del mondo basta poco per avviare una propria attività e uscire dalla condizione di povero fra i poveri. Bastano pochi dollari. Perché diavolo deve essere così difficile ottenerli?
Grazie alla sua intuizione, che ha contribuito a cambiare perfino a cambiare alcune strategie nell’erogazione del credito da parte della [tag]Banca Mondiale[/tag], oggi qualche un paio di milioni di persone in più nel mondo (oltre il 90% delle quali donne) ha potuto avanzare qualche gradino nella scala sociale, potendo prendere in prestito quei pochi dollari necessari, che so, ad avviare un’attività di tintoria a basso costo.
Attenzione! Stiamo parlando realmente di pochi dollari (in media 309), spesso di pochissime decine di dollari, che le persone prendono in prestito (stiamo parlando pur sempre di una banca, per quanto unica) e che restituiscono nella stragrande maggioranza dei casi (98%!). Come a dire che quando l’esigenza spinge davvero si bada al sodo, mettendo a frutto ogni singolo centesimo che si ha a disposizione (ecco una teoria che i creativi della finanza made in [tag]Parmalat[/tag] o [tag]Cirio[/tag] non hanno mai voluto imparare).
Ebbene, e stringo, se parlo di questo rivoluzionario delle cambiali è perché è di oggi la notizia che ha vinto il premio [tag]Nobel[/tag] per la Pace. Le motivazioni, per chi ancora non le avesse intuite, sono chiare: «Attraverso culture e civiltà, Yunus e la Grameen Bank hanno dimostrato che anche i più poveri fra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo».
Così, mentre l'[tag]Onu[/tag] spenderà soldi in campagne mediatiche con attrici ex truffaldine del Web (sono testardo e rancoroso, lo so, basta farmelo notare), qualcun altro continuerà a lavorare lontano dalle telecamere (tv o webcam, poco importa) e a cambiare davvero un poco questo porco mondo. Perché, come ha detto una volta Yunus, «in Bangladesh, dove non funziona nulla, il microcredito funziona come un orologio svizzero».
Per altre informazioni, non essendo disponibile in rete un articolo scritto dal sottoscritto per la rivista Amico, ecco le pagine di Wikipedia sul microcredito. Un lettura altamente consigliata.
Vaìa
In attesa del computer a manovella…
In attesa del computer a manovella (destinato a informatizzare terzi e quarti mondi), finalmente un’altra grande novità dal Web. Oggi, infatti, è apparsa la notizia (leggere per credere) che la più famosa reclusa on line, [tag]Lonely15[/tag]/[tag]Bree[/tag], è stata scelta come testimonial in una campagna di informazione voluta nientepopodimeno che dall'[tag]Onu[/tag]. Il tutto a pochi giorni dall’annuncio che i genitori di YouTube hanno venduto la piattaforma video che l’ha resa famosa a [tag]Google[/tag], per soli 1,6 milardi di dollari (in azioni, niente gettoni d’oro)!
Che mondo meraviglioso. In pratica, dopo aver illuso migliaia di poveracci, una ex truffatrice in cerca di gloria e contratti a larga banda (ne abbiamo parlato anche qua) racconterà quanto sono brave le [tag]Nazioni Unite[/tag] a combattere la povertà nel mondo. Servendosi oltretutto di strumenti (computer e rete), notoriamente diffusissimi fra le masse di diseredati del pianeta. Forse le uniche veramente interessate alla notizia, sempre che si vogliano traslasciare i funzionari spaparanzati davanti ai Mac in attesa di farsi pippe autocelebrative a vicenda.
Un’altra prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, di quanto possano essere socialmente idioti alcuni usi che si fanno degli strumenti del [tag]Web 2.0[/tag]. Ma forse bisogna andare oltre, pensare all’intero disegno e non solo alla punta (falsa e menzognera in questo caso) dell’iceberg. In fondo alzi la mano chi pensa veramente che le iniziative Onu possano risolvere il problema della povertà nel mondo. Delegare il tutto alla faccia candida di una web-attrice non fa che indorare la pillola. D’altra parte si tratta di una tipa famosa (a proposito, si chiama Jessica Rose)… E ora che l’hanno smascherata chi penserebbe mai che stia ancora mentendo?
A quanto pare, comunque, i media si sono già indignati. Basta leggere la chiusura del pezzo di [tag]Repubblica[/tag], è molto indicativa: «la notorietà di Bree/Jessica servirà ora a una buona causa. Che non nasconde truffe». Come dire… abbiamo capito proprio tutto.
Vaìa
Mai preteso di essere coerente
Add-on 5 ottobre.
Come si evincerà dal simpatico commento del SuzDj la trasmissione di martedì è saltata. E ieri sono crollato fra le braccia del minigommaweb alle 21. Da qui i complimenti per gli interventi. Carogna…
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Chi mi conosce sa che rompo le balle e faccio il moralista salvo poi crollare sotto il peso di un’invincibile invidia tecnologica. Tipo invidia del pene a forma di cellulare hi-tech o servizio "cha fa tanto due punto zero (che non è la seconda puntata della mia raccolta di racconti)".
Sarà che oggi sono rimasto immerso in un convegno dove non si è fatto altro che parlare di flickr, wikipedia, delicious e cose così (questo, fra parentesi), ma mi è venuta un’insopprimibile voglia di innovare il blog.
Pertanto ecco che ha fatto la sua comparsa il famoso badge di flickr, dover per ora ruotano poche foto (compleanno del minigommaweb e vacanze al mare), ma che conto di arricchire nel tempo, cercando di non essere troppo egocentrico.
Nel frattempo l’amico Suz (qua di fianco che mi corregge e conforta) mi suggerisce le righe di codice del blog da toccare e mi suggerisce argomenti per la mia intemerata partecipazione a Casa Torino di questa sera. Dove? Radio Centro 95 (91.2 in fm cittadina e per tutto il Piemonte fa notare Suz). Il saggio – sigh – sono io. Di cosa parlo non so proprio.
Vaìa
I have a dream
Splendida battuta da un film terribilmente idiota.
Lui è un rapper bianco. Fa a gara di rime nei ghetti e veste come Eminem. Fa tutto questo per un motivo, ma il fratello non lo capisce.
- Perché non ti trovi un lavoro normale?
- Perchè io ho un sogno…
- E quale?
- Avere un sogno!
Ecco, quattro righe striminzite per scaraventare la retorica del "solo contro tutti giù" per le scale. Geniale.
Vaìa
Capisco tutto…

Capisco tutto, giuro. O per lo meno mi sforzo. E non ne faccio una questione di fede, perché il concetto stesso di scontro di civiltà mi fa rimettere. E poi sono anticlericale. Tollero poco le rigidità cattoliche, le loro regole assurdamente fuori dal tempo, i loro divieti. Soprattutto la loro tendenza a pensare che si possa essere uomini giusti solo se cattolici. Cosa che io da ateo "cristiano" (faccio mia la definizione della [tag]Fallaci[/tag], non credo nel Dio cattolico ma come italiano sono intriso naturalmente dei retaggi della sua cultura) non riesco proprio a mandare giù.
Questo [tag]Papa[/tag], poi, non mi piace. L’altro era rigido uguale, ma aveva la capacità, talvolta, con azioni o parole, di toccarmi, di soprendermi. Nonostante tre secondi dopo fosse in grado di farmi incazzare predicando l’astinenza contro l’aids. Ma questo… Gesù! (sono ateo cristiano anche nelle imprecazioni) Questo sembra un teologo del XVI secolo. Un notabile della fede. Caldo ed entusiasmante come una stufa in ghisa spenta da mesi. Che fra l’altro mi va a citare in pubblico frasi di gente vissuta con le crociate, che certo non poteva avere una gran bella impressione dell’Islam. Quantomeno inopportuno di questi tempi.
Però le reazioni che ha suscitato sono spropositate, diciamocelo chiaramente. Una strumentalizzazione in piena regola, andata avanti anche dopo le scuse di questi giorni (inaudite prima d’oggi, se non per le colpe secolari della chiesa come il sostegno allo sterminio degli indios). Perché sarò anticlericale, ma prima di tutto sono per la libertà di espressione in tutte le direzioni. E se voglio dire che [tag]Maometto[/tag] ha sbagliato lo devo poter dire. Così come quanto dico che questo Papa a volte dice delle minchiate. Potrò pretendere di non trovarmi assediato da folle urlanti che fanno a pezzi la mia fotografia?
Bisognerebbe, come uomini liberi e razionali (non come occidentali, europei o balle varie), lottare per far riconoscere il diritto universale a esprimere liberamente il nostro pensiero, anche se ci possiamo trovar di fronte a torme di assatanati, muniti di fantocci da bruciare e di connessioni broadband con cui lanciare anatemi o minacce di distruzione globale (tipo: distruggeremo [tag]Roma[/tag]… Ma che stiamo scherzando?). Come? Esprimendolo ogni giorno senza paura (anche se nei limiti del buon senso e della decenza, chiaramente).
Vogliamo aiutare davvero questi paesi a diventare pienamente democratici? Facciamolo con la forza delle nostre idee, non piegandoci per serena convivenza o paura ad accettare di autocensurarci quando parliamo, scriviamo o disegnamo vignette satiriche. Perché sbagliamo tutti, dai profeti alle divinità, e personalmente ritengo che sarebbe molto meglio esportare la democrazia in questo modo, piuttosto che con qualche tonnellata di cluster bombs.
Oltretutto ci sono anche occasioni di divertimento. Ad esempio alcune delle contro-vignette arabe su Ratzinger sono strepitose, come quella pubblicata dal sito di [tag]Al Jazeera[/tag] dove spara con la doppietta alle colombe della pace liberate da un [tag]Wojtyla[/tag] che lo osserva disperato. Ok, loro non saranno degli estremisti, ma se a parti inverse lo avesse fatto Repubblica apriti cielo! Insomma, le basi ci sono e tutto il resto – forse – verrà da sé. Che diamine, anche Maometto se la sarà fatta qualche risata sotto il barbone… o no?
Vaìa