Bye bye, baby!

“Lascio un’America più sicura in un mondo migliore e con più democrazia”.

George W ha deciso di salutare tutti con un’ultima scoppiettante battuta.

La filosofia è quella a cui siamo abituati da anni qua in Italia: visto che devi mentire, fallo in grande!

Solo che qua da noi, tanto per non smentirci, di cambiamenti non se ne vedono nemmeno col binocolo.

Vaìa

iAuguri

C’è gente che produce macchine brutte, che ci urlano ordini astrusi facendoci credere di poter fare un sacco di cose.

Poi ci sono persone che creano oggetti meravigliosi, che si lasciano usare dolcemente per fare le stesse identiche cose.

In bocca al lupo, Steve. So che anche lui ha una melina adesiva, attaccata proprio all’imbocco della tana.

Vaìa

Quell’uomo ragno di mio padre

Un giorno a scuola, mi pare fossi ancora in prima elementare, quando la maestra ci chiese che lavoro facesse il nostro babbo (o papà nell’accezione piemontese) io non sapevo bene come spiegarlo.

Per cui mi inventai che fosse uno di quegli omini vestiti di giallo con le cuffie in testa che guidano con le bandierine gli aerei all’uscita dal parcheggio dell’aeroporto.

Così presi carta e penna e scrissi: mio babbo fa il contrabbandiere. Due giorni dopo era a scuola su richiamo della maestra che aveva avuto bisogno di sincerarsi se si procacciava o meno i soldi in modo legale. A casa mia ancora ne ridiamo, a volte.

Questo per dire che non credo che nessun bambino possa davvero vergognarsi del lavoro di suo padre. Soprattutto se è onesto. Cosa che di questi tempi non è mai così certo. Voglio dire… i figli di Moggi che cosa dovrebbero fare? A parte i complici, da grandi…

Insomma, forse il ministro Brunetta dovrebbe pensarci una decina di volte prima di dire certe cose. Anche un impiegato del catasto può fare inorgogliere il figlioletto. Tutto sta nel come gli racconta le cose. Quando si è piccoli se tuo padre non è Spiderman o il pilota di Goldrake (parlo dei miei tempi) di solito bisogna “infarcire” un po’ le cose.

Io ad esempio per Jacopo sono quello che dice ai giornali cosa scrivere e cosa raccontare. E che deve fare sempre in modo che si parli bene del posto in cui lavora, altrimenti il “capo” si arrabbia. Lui si diverte sempre molto quando glielo racconto. Quando sarà in grado di capire il concetto di addetto stampa, ormai avrà superato l’età in cui “avventura”, “eroismo” e “lavoro” possono andare a braccetto. Soprattutto se non sei il figlio di Gino Strada.

Quanto a Brunetta non mi pare abbia figli. Ma potrebbe sempre raccontare loro di essere uno dei sette amici di Biancaneve. In fondo anche fare il ministro della funzione pubblica per un bimbo non è poi così affascinante. O no?

Vaìa

Ps
Per la cronaca… Mio padre ha fatto per vent’anni il rappresentante di materiale elettrico in tutto il Piemonte. Ha percorso centinaia di migliaia di chilometri, facendosi un mazzo tanto. All’epoca non capivo molto cosa volesse dire. Ma quando sono stato in grado di farlo non ho mai provato il minimo disagio.

La versione di Legrottaglie


Ecco… Alle tante parole spese per la guerra di Israele contro i Palestinesi mancava l’acuta analisi di Nicola Legrottaglie.

Il giocatore della Juventus (qualcosa vorrà pur dire) si è infatti espresso con lucidità e criterio dicendo che sapeva “che sarebbe successo”. Ma come faceva, vi chiederete? Semplice: “È una profezia della Bibbia”.

“Il popolo di Israele – osserva il difensore servo del Signore – era quello prediletto da Dio. Ma non l’ha riconosciuto e ora ne sta pagando le conseguenze”.

Il che non sarebbe nemmeno un problema. Ognuno ha il diritto di esprimersi come preferisce.Il punto è che giornali e televisioni certe “notizie” non dovrebbero nemmeno prenderle in considerazione.  Se non in apposite rubriche, come la famosa “Risate a denti stretti” della Settimana Enigmistica.

Manco il Papa si era ancora espresso così. Ma non cantiamo troppo presto vittoria.

Vaìa

Oui, Alitalià…

«Non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France e per questo, lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, quando saremo al Governo, non concluderemo una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13 di aprile» (Silvio Berlusconi, 28 marzo 2008).

«Umberto [Bossi, ndr] lo sa che l’unica soluzione è Air France. E io non mi faccio trascinare nel teatrino della politica. Tanto alla fine anche loro dovranno accettare la soluzione francese» (Silvio Berlusconi, 7 gennaio 2009).

I francesi alla fine sono arrivati lo stesso, come sarebbe successo un anno fa con Prodi. Solo che nel frattempo Alitalia l’abbiamo salvata noi con le nostre tasse. Che bella cosa la coerenza!

Vaìa

Neve e margarita

Torino innevata

Qua a Torino nevica manco fossimo in Lapponia. Le macchine, così come gli autobus, slittano felici e gioconde e si vedono già le prime catene alle ruote.

Il tutto per 30 cm di neve, peraltro abbondantemente annunciati e preceduti da numerose nevicate di minore intensità.

E io vorrei davvero tanto sapere perché non c’è una strada una che sia pulita. Prima di Capodanno si parlava di un Comune a corto di sale, tanto da aver pronto l’acquisto di nuove scorte dalla Sicilia.

Per cui mi chiedo. Qualcuno lo vuole cortesemente comprare e mettere almeno nei viali più trafficati? O è stato già usato tutto per i Margarita dell’ultima riunione di giunta?

Vaìa

345 a 1

«Se venisse ucciso anche solo un bambino israeliano, mil mondo intero si indignerebbe […]. Ma il sangue dei nostri bambini non conta niente per il mondo».

Samira Balusha ha perso cinque (5!) figlie nel corso di un bombardamento israeliano a Gaza.

In totale sono morte circa 345 persone, molte delle quali bambini. Mentre un cittadino israeliano ha perso la vita per un razzo di Hamas.

345 a 1. Trecentoquarantacinque morti palestinesi per un morto israeliano. Non so a voi, ma a me sembra il netto peggioramento statistico di qualcosa già successo, poco più di sessant’anni fa. Quando per fiaccare la guerra partigiana i nazisti fucilavano dieci italiani per ogni soldato tedesco ammazzato.

E la cosa peggiore è che, esattamente come allora, non servirà a nulla.

Buon anno.

Vaìa