Archive for Lost... in the jungle

Un po’ di luce! E se è artificiale, pazienza!

Sarà che dopo una 04-01 così così, Lost è partito alla grande anche in questa stagione, confermandosi in pieno con la 04-05 di qualche giorno fa.

Sarà che ormai siamo tutti partiti di testa (io per primo) e SE NON CI FANNO CHIARAMENTE CAPIRE QUALCOSA ENTRO BREVE DIVENTEREMO CAPACI DI TUTTO (qua nessuno si è dimenticato il piedone a quattro dita della prima stagione, che cacchio era???)!!!

Sarà che siamo pronti ormai a berci qualsiasi ricostruzione (alieni? paradiso o purgatorio? stanno sognando e poi si svegliano?)…

Ma non ringrazierò mai abbastanza il grande Pietro per aver linkato en passant queste paginette affascinanti, che parlano di viaggi nel tempo e disallineamenti universali.

Non sarà la verità vera. Magari l’avrete già letto tutti tranne io (fosse la prima volta). Ma a me in fondo pare tutto così plausibile, anche se incredibilmente contorto. E in fondo cosa può esserci alla base del successo di Lost se non un copione in fondo semplice e imprevedibile al tempo stesso?

Nel dubbio, una letta io l’ho data. E ora sono pronto ad accendere Azureus per la 04-06. Come ogni maledetto venerdì mattina.

Vaìa

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J.J. Cairo

Poi ci si chiede cosa abbia di speciale il Toro.

Guardate questa foto. A sinistra c’è David Di Michele, neo attaccante granata. A destra Matthew Fox aka Jack Shepard, il medico tuttofare protagonista di Lost.

Sarà che come tutti sono in crisi di astinenza da assenza di isola… Ma io dico che son la stessa persona. E voi? Scommettiamo (no, tu no, David!)?

Vaìa

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Lost s03e08 - minispoiler

"The universe has a way of course correcting…

… you gonna die, Charlie".

Ecco quel che si suol dire una puntatona.

Finalmente.

Vaìa 

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Lost: 25 puntate e una dozzina circa di serate e notti insonni.

Vagabondaggi notturni per la rete e sassolini sulle finestre dei miei pusher abituali di episodi non ancora editi in Italia.

Numeri ingannatore e canzoni che ti restano nella testa come le spine di un riccio sotto i piedi quando lo pesti al mare (Make Your Own Kind of Music, 1971).

Botole che si aprono e invece di dare risposte ti forniscono solo nuovi dubbi.

Sottotitoli che ti permettono di vagare nel buio a volte totale dell’inglese con accento americano (anche se ammetto, per lo più non troppo strascicato).

E in fondo a tutto questo chi ci trovo? Nascosto come una talpa nella terra?

L’ex corridore da stadio serale? Il quasi dottore? L’incontro inatteso subito dopo l’operazione della vita?

Desmond??? DESMOND!!!

Vaìa

ps
Mi scuso per l’ermeticità di questo post, che in pochi capiranno. Ma quei pochi, come me, saranno gli eletti sull’isola del volo Oceanic 815 da Sidney a Los Angeles.

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