A mio nonno.
Appena l’infermiera fu uscita dalla stanza, Giovanni si tirò un po’ su con le braccia, assestando sui gomiti il suo corpo di novantenne. Poi si guardò intorno con quei suoi acquosi occhi azzurri e tornò alla carica.
- Allora signori miei, chi ci sta lo deve dire adesso. Per quel che mi riguarda non ho intenzione di rimanere qua dentro un minuto di più. Questa sera io me ne vado. Chi viene con me?
Intorno a lui tre paia d’occhi lo fissavano sgranati. Il primo a rispondergli fu Niccolò, classe 1931, ex bidello ricoverato a Villa Gisella da due mesi per i postumi di un brutto intervento all’addome.
- Dio santo Giovanni, ma che fai? Ricominci a delirare? Non lo vedi che non sei buono neanche a rizzarti sul letto? E parli di scappare dall’ospedale! Dammi retta. In questo ospedale tu ci resti, altro che! E poi non si può mica andarsene così! Ci vuole un permesso del medico. Vistato dalla caposala, oltretutto. Ma non lo sai?












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