Archive for Marzo, 2010

Servono mica tante parole per descrivere una sconfitta

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Otto anni passati invano. Altro che Beppe Grillo.

Vaìa

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Katana

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“Katana”… Corto libero e improvvisato.

Vaìa

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Questionando con la questura

ROMA, 20 MARZO - Nella foto una panoramica del milione di persone in piazza per Berlusconi.

Vaìa

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La tregua

Alle cinque e un quarto di giovedì 11 aprile pomeriggio, con l’aiuto di un medico compiacente, il signor N. si fece mettere in coma farmacologico.

Era l’unico modo per prendersi una tregua dal mondo.

Niente più problemi economici.
“Ma, cazzo di fine ha fatto N.? Mi deve ancora duemila euro. Son mesi che lo cerco!”
“Eh, ma non lo sai? È in coma al San Sebastiano”
“Ma va? Che sfiga…”
“Eh… son tre mesi ormai…”

Niente più scuse da trovare per tagliare i ponti.
“Ma lo sai che non mi parla più? Lo sai che lo cerco e non mi caga?”
“Ma come, non te l’hanno detto?”
“Cosa?”
“È in coma da un paio di settimane all’ospedale”
“Sto stronzo, tutte le inventa”

Niente più problemi di lavoro.
“Ma dov’è quel documento urgentissimo sullo stato di avanzamento di Tanturli.it?”
“Ma chi lo doveva fare, N.?
“Già, è da ieri che lo chiamo”
“Beh, veramente è in coma da un paio di mesi”
“O cazzo! Se ne occupa lei Filetti?”

Niente telefonate inopportune. Niente mail delle balle. Niente sms, connessioni, pubbliche relazioni. Niente più discussioni inutili per ingannare il tempo e niente preoccupazioni materiali: lavorare, fare la spesa, mangiare, trovare il tempo per riposarsi.

Solo silenzio e pace. E comprensione universale. Non c’era più bisogno di scuse. Ogni problema svaniva come neve al sole di fronte a quel semplice dato di fatto clinico.

Dicono che il suo coma indotto fu il più lungo fra quelli registrati dalle statistiche, stabilendo un record che sarebbe entrato negli annali medici. Il professor A., ex compagno di infanzia, riusciva sempre a trovare una qualche complicazione che rendesse impossibile il risveglio.

Quando la sua permanenza in ospedale divenne ormai scientificamente insostenibile, N. fu risvegliato

La fortunata equipe medica che assistette all’evento era emozionatissima. N. aprì gli occhi sorridendo come un bambino. Mosse gli occhi tutto intorno a sé, fra mazzi di fiori e volti incuriositi, e chiese una cosa soltanto.

“Mi ha cercato qualcuno?”

Tutti risero di gusto, in quel giorno di trionfo della scienza.

Vaìa

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Una limatina

- Non ci siamo.
- Cosa?
- Non ci siamo.
- Va bene, ma su cosa?
- Non ci siamo. Non ci siamo per niente.
- L’attacco? Lo posso cambiare, l’attacco. Parto con qualche numero.
- Ma no. Ma no.
- Sì, che poi volevo fare l’originale. Ma mi sa che son stato fumoso…
- Non solo.
- Ma torno con qualche numero! Un paio di percentuali…
- No, no…
- Senta, però così lei non è costruttivo!
- Costruttivo?
- Sì. Dovrebbe dirmi esattamente cosa c’è che non va.
- Esattamente, dice?
- Sì.
- Fa schifo tutto. Esattamente.
- …
- L’attacco. Lo svolgimento. La conclusione.
- Ah…
- Non c’è ciccia. Legga qua… Cosa voleva dire?
- Beh… Tanto per iniziare che questa piattaforma…
- Piattaforma? Siamo al porto? Trivelliamo petrolio?
- No, cioè… Volevo dire che facendo sinergie…
- Sinergie?
- Sì! La collaborazione fra alcune società consente di…
- Sinergie… Lo sai Moretti che fa quando sente certe parole?
- Chi?

– stciaf! –

- Faceva questo Moretti?
- Esattamente.
- Capisco.
- Fa male?
- Un po’
- Meglio. Così se lo ricorda.
- Magari riscrivo tutto.
- Magari.
- Magari punto sui numeri.
- Magari. Ma non garantisco nulla.
- Ok.
- Bene. Ora vada.
- Ok, vado.
- Vada, vada…
- Ah… e un cenno al trend del mercato ce lo metto?

– stciaf! –

- Capito. Magari già che ci sono gli dò anche una limatina, eh?
- Magari.

Vaìa

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