Archive for Dicembre, 2009

Giuro, è stato Totò

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Sabato sera. Freddo polare. Passeggio per via Roma semiassiderato, in direzione piazza castello. Entrato in piazza San Carlo mi appare un enorme vessillo della lega nord. Un’albertone da giussano che spada sguainata campegga sui (pochi) presenti.

Già mi monta il fastidio.

Mentre mi avvicino sento un brutto rumore. Una voce irosa, roca, rozza… che appartiene a una figura con il cappotto marrone. Sgraziata, brutta, arrabbiata. Non con la natura matrigna - come sarebbe naturale attendersi - ma con “loro”, intendendo con “loro” i catto-comunisti-favoreggiatori-di-immigrazione-clandestina-che-non-conoscono-il-Piemùnt e che sostengono la Bresso (candidata del centrosinistra, per i fuori sede che ci leggono).

Borghezio.

Borghezio, sì. Quello che profumava a forza la prostitute nigeriane sui treni. Quello condannato per l’incendio doloso sotto il ponte dormitorio. Quello che sbraita contro le moschee appena gli danno un microfono. Quel Borghezio lì…insomma.

Borghezio, che in un crescendo di rabbia sosteneva il candidato presidente della Regione Piemonte Cota. Timidamente al suo fianco - o almeno credo fosse lui - quasi imbarazzato per tanta veemenza. E c’è da capirlo, di moderati ce n’è anche da quella parte (i moderati sono ovunque, dicono)… e non è che li conquisti se in piazza ti ci accompagna Goebbels.

Lo sfogo in piemontese è andato avanti poco, per mia fortuna, o ero io che ero arrivato alla fine. Per chiudersi un paio di minuti dopo col grido a squarciagola di “Viva la Lega! Viva il Piemùnt! Viva la Padania!”.

Ecco… Il più delle volte io questo tipo di manifestazioni le ignoro. Passo accanto, non do confidenza. Mi faccio i fatti miei. Solo che sabato… Sarà stato il freddo. Sarà stata l’incazzatura che avevo… Ma mi è venuto in mente Totò. E allora ho aspettato che il comizio finisse. Poi mi sono portato una mano (guantata) alla bocca e:

PPPPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!

Non credo mi abbiano sentito dal palco. Non si è girato nessuno, tranne un paio di leghisti surgelati. Ma io avevo già rinfoderato in tasca il corpo del reato e avevo ripreso ad avanzare.

Congelato. Ma molto, molto, molto più rilassato di prima. Perché va bene tutto, ma fa già freddo e io con certa gente c’ho proprio poca pazienza.

Vaìa

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Due righe gialle e un caschetto

  • “Tra le grandi città italiane Torino è quella che più facilmente si percorre in bicicletta perché è per la maggior parte in pianura e per l’agile tracciato delle piste ciclabili (ad oggi circa 160 Km)” (Fonte: Città di Torino).

Sarà. Lo dice il Comune, quindi sarà vero.

Poi però vai in corso Duca degli Abruzzi e dovresti avere una scure per combattere contro le radici degli alberi che spaccano l’asfalto, ammazzando il deretano del povero ciclista con sobbalzi degni di un percorso di montagna.

Passi in centro e devi fare lo slalom fra crepe, baratri nell’asfalto, auto in sosta vietata con le quattro frecce (e i vigili?) e gradini messi qua e là a tradimento. Saltando da una pista all’altra attraverso controviali o strade piene di traffico.

Sarà, non metto in dubbio. Però forse a costruire 160 chilometri di piste ciclabili ci arriverei facilmente anche io, se in molti casi usassi la filosofia subalpina: tirar giù due righe gialle a caso e girare i tacchi. Facendomi bello coi numeri e mettendo a rischio l’incolumità dei ciclisti.

Nel dubbio, sia che siate ecologisti convinti sia che non abbiate momentaneamente la disponibilità per comprarvi una moto o uno scooter… fate una bella cosa: compratevi un caschetto, che non si sa mai. Io lo farò presto.

Vaìa

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