Archive for Novembre, 2009

Libretto di istruzioni

- Buongiorno!
- Buongiorno… Mi han detto di passare qui da lei per…
- Certo! Ecco. Prenda. Ha dieci minuti per leggere tutto. Poi, chiaro… Se avesse delle domande.
- Che roba è?
- Legga, legga…
- 16 maggio 1998… “Scelta del liceo scientifico”… “Impatto positivo fino al dicembre 2001”… Ma che diavolo… ?
- Per cortesia. Legga tutto che ce ne sono molti altri dopo di lei.
- Marzo 2007… “si fidanza”… Giugno 2019… “la compagna storica lo abbandona e va a vivere in Sudamerica”. 2021 “fa causa per mobbing all’azienda”… 2025… “si mette in proprio e apre un agriturismo”… 2030 “dichiara fallimento”… 2039… “viene affidato ai servizi sociali”… Ma qui… C’è tutta la mia vita!
- Vada avanti.
- 2043… “arrestato per ubriachezza molesta”… 2045 “viene messo in lista per il trapianto di fegato”…
- Fino in fondo, per cortesia.
- 27 novembre 2047, “…termina la propria esistenza presso la casa di cura “Ultima spensieratezza” di Villarbasse”…
- Finito?
- Così pare.
- Che le sembra?
- Una vita di merda, mi sembra.
- Ecco… no, volevo dire… ha qualche domanda?
- Ma che ne so… Cosa vuol dire?
- Ma chiedete tutti la stessa cosa, sa? L’ho sempre detto che questa procedura ha bisogno di più tempo, ma non mi ascoltano…
- …
- Non c’è precisione…
- …
- D’accordo, lasciamo stare. Ascolti. Allora… Ha presente quelle classiche domande che ci si fa nei momenti di sconforto? Tipo…
- …
- Tipo “dove ho sbagliato?”, “Perché a me?”. Queste domande qua. Se le sarà fatte, no?
- Beh, sì.
- Bene! Adesso riguardi il modulo che le ho dato.
- E allora?
- Li vede i punti elenco segnati in rosso?
- Sì…
- Nota nulla?
- No.
- D’accordo. Facciamo un esempio. Si ricorda il 12 settembre del 2031?
- Beh, così su due piedi…
- Pioveva. Si era svegliato tutto sudato, con un terribile male alla testa…
- Avrò bevuto troppo, come al solito…
- Sì, ma quel giorno poi arrivò l’addetto comunale per pignorarle i mobili. Erano mesi che non riusciva a pagare i fornitori… Erano, mi faccia controllare… Sì, le 10 e 11 minuti esatti.
- Sì. Adesso ricordo.
- Ecco. Ora guardi il ventisettesimo punto elenco. È uno di quelli in rosso.
- Sì.
- Che dice?
- 6 giugno 2026: “sceglie di investire in piantagioni di fragole afgane”.
- Legga la nota 2.
- …”nonostante il parere contrario dei suoi agronomi”.
- Ecco. Lo vede il legame?
- Un po’…
- Capisce adesso?
- Cos’è? Una specie di libretto di istruzioni della mia vita?
- In un certo senso.
- Vediamo un po’…
- Mi dica.
- Se è come dice lei, il 15 giugno del 2019, quando quella stronza di Isabella è sparita per andarsene a Buenos Aires… sarebbe collegato a… a… A cosa?!
- Trentaduesimo punto elenco.
- Sì, grazie… Al 7 luglio 2017: “incoraggia la fidanzata a iscriversi a un corso di tango con veri maestri argentini”.
- Giusto! Ha visto? Tutto si spiega… Commenti?
- Che dire… Tutto molto scenografico.
- No, intendo… ha qualche domanda?
- Una.
- Sì?
- Adesso con tutte queste belle informazioni io che ci dovrei fare?
- Mio caro… Ma capire! Capire tutta la sua vita. Sa, pensiamo che serva per farsi una ragione di tante cose. Magari anche per comprendere cosa ci fa oggi qua da noi.
- Ecco, appunto… Parliamone. Da quel che mi hanno detto…
- Non importa! Lasci stare! Vorrà mica lamentarsi?
- Beh… Non so lei, ma io al pensiero di…
- Lasci perdere, le dico! Non serve. Piuttosto legga, legga, legga! E cerchi di capire.
- Ma adesso, così, su due piedi?
- Ma certo che no… Che idea! Avrà un sacco di tempo libero d’ora in poi. Lo usi per questo.
- Ci proverò.
- Bene. Mi scusi ma adesso devo salutarla. Come le ho detto la coda oggi è bella lunga. Sa già dove andare vero?
- Mi hanno dato una cartina. Senta, rivuole indietro i fogli?
- No! No! Lo tenga pure. Ne ho una copia. E poi gliel’ho detto… Lo porti con sé. E legga, legga, legga sempre!
- Sa che lettura… La trama la conosco già ed è pure uno schifo.
- Lo dice lei! Non ha idea di quante connessioni, curiosità… Di quante soprese verranno fuori!
- Sarà… Io però…
- Dica.
- Io un’altra domanda gliela devo fare.
- Sono tutto orecchi. Ma in fretta, eh?
- Sarò rapidissimo.
- Dica!
- Ma cazzo! E farvi vivi prima con sto foglietto?

Vaìa

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Far finta di essere sani*

È atrocemente beffarda questa nuova influenza A. Non finirà il mondo, questo è certo. Così come è molto probabilmente che si stia facendo un gran baccano per nulla (o quasi). Se si pensa che ogni anno (ogni anno!) le normalissime asiatiche, australiane, cinesi e compagnia cantante si portano via in silenzio circa 8000 persone.

Ma la vera novità è che ci stiamo trasformando tutti, media e spettatori, in novelli apprendisti nazisti, desiderosi di giustificare ogni morte con una  qualche “patologia pregressa”. Come se l’essere già sfigati di proprio (obesi, diabetici, cardiopatici e chi più ne ha più ne metta) sia una colpa sufficiente per beccarsi anche il biglietto di solo andata per l’aldilà.

La morte assume improvvisamente un senso, se chi muore è “diverso” da noi. Se ha un problema, una malformazione, un deficit fisico che non noi abbiamo. Tutto questo ha un nome: eugenetica. Un concetto che dovrebbe farci orrore, ma che a quanto pare è più difficile pronunciare a parole che indossare nei fatti.

- “È morto un 42 enne”
- “Ah, beh… ma soffriva di diabete!”
- “E il ragazzino di ieri? Si è saputo?”
- “Cardiopatico”
- “Fiuuuuuu… Meno male!”
- “Davvero. Che culo!”

Siamo abituati da sempre a pensare che la morte sia la naturale “livella” della vita, come diceva il Principe De Curtis. L’influenza A ci sta insegnando che davvero piove sempre sul bagnato. Con gran pena di chi già soffre e gran consolazione di quelli sani come pesci, che si convincono di passare indenni anche questa tempesta.

Chi aveva il diabete o una qualche malformazione, in fondo, se l’è andata a cercare. Noi, integri e produttivi membri della società, non ci meritiamo alcun male. O no?

Vaìa

*Avrei voluto intitolare un post sulla nuova influenza “Mi aspettavo la maiala, è arrivata la suina”. Ma alla fine avevo poca voglia di scherzare e ho preso a prestito un titolo del Signor G. Uno che ci azzeccava sempre.

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Feltri, l’indipendente

  • «Feltri è indipendente come lo era Montanelli. Solo che Feltri guadagna copie, Montanelli le perdeva». Fedele Confalonieri, La Stampa, 2 novembre 2009

Vabbè, dai… se giochiamo a chi la spara più grossa… allora io mi fermo qua. Bon, fine, arrivederci a tutti. E come si fa a ribattere a roba del genere?

Vaìa

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