Archive for Febbraio, 2009

Si muore una volta sola, Bellosi!

Immagine anteprima YouTube

Andrea Cambi. Ecco un altro che se ne va troppo presto.

Scommetto non lo conosceva nessuno. Era di nicchia. Ma bravo davvero.

Chi come me l’ha visto in tv nel mitico “Vernice fresca” anni ‘90 (trasmissione fiorentina di Teleregione - mi pare - dove sono sbocciati Conti, Panariello, Pieraccioni, Ceccherini… Poi diventata “Aria fresca”) se lo ricorda di certo.

“Via, Bellosi. Mi faccia la cortesia. Si muore una volta sola!”.

Vaìa

Commenti

E ora?

Walter si è dimesso. Stupendomi per dignità e carattere. D’altra parte che doveva fare… perdere davvero anche le elezioni da rappresentante di classe e quelle condominiali (vedi post subito sotto…)?

Onore a Walter, quindi. In un paese dove non si dimette più nessuno ha avuto il coraggio di farlo.

Forse anche per la nausea verso le correnti di un partito, il Pd, sempre più allo sbando. Per capirlo basta contare le correnti, ognuna capeggiata da un rappresentante di una nomenklatura che a dimettersi non ci pensa proprio:

  • A sinistra
  • Dalemiani
  • Parisiani
  • Bindiani
  • Lauci
  • Veltroniani
  • Fassiniani
  • Rutelliani
  • Lettiani
  • Popolari
  • Teodem (bleah!)

Adesso servirebbe una bella tabula rasa. Tanto con gente come questa, come diceva Nanni, non vinceremo mai. No, dico… i “parisiani”… Ma ci rendiamo conto?

Di questo passo berlusconi potrà condidare anche la sagoma cartonata di un qualsiasi esponente del pdl e vincerebbe lo stesso. Altro che il “figlio del suo commercialista”, che per l’appunto ha appena vinto in Sardegna.

Vaìa

Commenti (1)

Walter alla riscossa

Walter Veltroni non rinuncia alla lotta e scaccia prepotentemente ogni ipotesi di dimissioni. Dopo la sconfitta di Soru e quella nelle primarie fiorentine, il leader del Pd rilancia la sfida. «Ci attendono ancora tante battaglie importanti prima di gettare la spugna. La gente è con me e io saprò rispondere alla domanda di progresso e di riforma che tante donne e tanti uomini di questo bellissimo paese che è l’Italia mi rivolgono».

Prima fra tutte la prossima elezione dei rappresentanti di classe della Quinta A della scuola Media Statale “Giordano Bruno” di Casalecchio di Reno. Veltroni si è reiscritto come alunno over 50 pluri-ripetente, solo per poter sfidare il rappresentante uscente (di area Pdl) Guido Moroni, detto “Schicca”. 11 anni e una campagna di rielezione basata sul motto “più merendine per tutti!”.

Ma quella della Giordano Bruno non è l’unica battaglia. Walter infatti scenderà nuovamente in campo ad aprile nella decisiva riunione di condominio in cui si deciderà l’installazione di un’antenna centralizzata per vedere Sky nel palazzo di via Tor de’ Quartari 12 (Roma).

«Noi facciamo del pluralismo dell’informazione un punto imprescindibile per un’Italia forte, sana, democratica. Avere l’antenna centralizzata è un simbolo di progresso e di unione, contro la miriade di antennine individualistiche che ha connotato fino a oggi il nostro condominio. In spregio a ogni criterio di bellezza architettonica e di risparmio energetico».

Dura la replica del centrodestra. Il portavoce del Pdl Cicchitto ha sottolineato che si tratta solo dell’ultimo disperato colpo di coda di un leader senza più partito. «L’antenna centralizzata non passerà», da detto Cicchitto. «Il Pd è un partito diviso e sconfitto. Non riescono a unire loro stessi, figuriamoci tante piccole antenne ribelli». Mentre l’area antennista-antagonista del Pd ha minacciato una prossima scissione.

Ma Valterone non demorde. «Domani faremo una grande manifestazione di democrazia, fatta di madri e di padri progressisti, davanti alla scuola Giordano Bruno. L’onda lunga della riscossa del Pd partirà da qua. E la vittoria condominiale sarà solo l’ultima tappa di un lungo cammino di speranze. Io non mi fermerò. Noi non ci fermeremo!».

Sul prossimo election day di giugno, per adesso, nessun commento. Ma le prospettive sono buone.

Vaìa

Commenti

Il fenomeno

Care squadre di serie A. Vi serve uno che dopo un primo tempo di gigionerie svogliate, all’improvviso decide di prendere in mano la squadra e di farla rimontare da 3-0 a 3-3?

Cercate uno che possa buttar giù in pochi minuti una tripletta di rigore, punizione e tocco morbido al 93°?

Bene, andate pure a cercarlo da un’altra parte. Il Fenomeno ce l’abbiamo noi. E ce lo teniamo stretto!

Vaìa

P.S.
Del tifoso genoano investito dal pullman viola in uscita da Marassi dico solo due cose. Innanzitutto gli faccio i miei migliori auguri di pronta e totale guarigione, perché è la cosa più importante.
Ma aggiungo anche il mio caldo consiglio di smettarla di inseguire i mezzi pesanti per picchiare sui vetri in segno di protesta per chissà quale torto (per altro partita dura, ma regolare). E’ pericoloso. Si rischia di venire agganciati e tirati sotto. E per una partita di pallone, di sicuro, non ne vale la pena nemmeno alla lontana.

Commenti

Silenzio

È finita. Eluana è andata via.

E ancora c’è frastuono, urla, rumore. Preghiere e applausi come in uno stadio osceno.

Preti che berciano e politici che si indignano. Che offendono, che grugniscono accuse.

Televisioni pagate per mentire. Litri di inchiostro sprecati a mettere insieme i pezzi di una vita mai esistita.

Tutti a ballare il sabba intorno a un padre. Un uomo giusto e solo, che piange la sua perdita nel silenzio.

Che infinita tristezza per questo povero paese.

Vaìa

Commenti

Benvenuti in Italia

Da oggi si è creato un precedente: se il governo non è d’accordo con una sentenza della corte di cassazione può intervenire con un decreto legge per fermare tutto.

Può stravolgere per legge un atto della corte suprema della repubblica. Intervenire retroattivamente su quello che piace o non piace. Contro lo stesso parere del capo dello stato (l’unico nel quale possiamo sperare a quanto pare… e non so se è un bene)

Incurante dello scontro istituzionale. Anzi, forse convinto che lo scontro sia vita e che la ragione del più forte debba superare i lacciuoli delle regole comuni. Proprio come facevano i fascisti. Quelli veri, non quelli ammaestrati che fanno i ministri.

Oggi l’hanno fatto per fare un favore al vaticano. Che infatti ringrazia per il coraggio. Un vaticano e una chiesa talmente reazionaria e fuori dal mondo che è pronta alla guerra per salvare la vita artificiale dei morti.

Una chiesa che si impegna per prevaricare con i suoi dogmi anche chi non è d’accordo. Ma tace vergognosamente sul disegno di legge sulla sicurezza voluto dalla lega nord, che toglie di fatto la possibilità a chi è clandestino di ricorrere alle cure mediche. Pena la denuncia.

Perché gli ultimi sono e devono restare ultimi. Tanto sono stranieri, non votano nemmeno.

Aveva ragione Berlusconi a proposito di civiltà superiori e inferiori.

Noi siamo quelli inferiori.

Benvenuti in Italia, la repubblica clerical-fascista d’Europa.

Vaìa

Commenti (1)

L’ultimo viaggio

«La vera libertà è solo dentro la società». Lo ha detto Peppino Englaro qualche tempo fa da Fazio, rispondendo a una domanda che grosso modo suonava come: “Ma chi ve l’ha fatto fare di iniziare tutto questo?”.

«La vera libertà è solo dentro la società». Si è liberi soltanto se anche gli altri sono liberi. C’è giustizia solo se viene garantita a tutti. Ci sono diritti solo se valgono per tutti, anche per chi non ha voce. E a me risuonano nella testa le parole di Gaber che amo di più: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

L’infinito amore di un padre si può esprimere in molti modi. Eluana ha avuto la fortuna di poter contare su quello più grande: il rispetto e la difesa assoluta della sua volontà e dei suoi diritti. Nell’osservanza della legge, alla luce del sole. A vantaggio di ognuno di noi.

L’amore di un padre si manifesta in molti modi. Il senso dello Stato, il rispetto del vivere comune e l’altruismo in un modo solamente. A volte, ma solo a volte, possono coincidere.

In questa povera Italia l’unico vero atto di fede è pensare che sia ancora possibile.

Vaìa

Commenti (2)

Quel Fattore un po’ così

E’ mezzanotte passata. Non so come mi sia potuto succedere. Sarà stato qualche motivetto orecchiabile. Saranno state le facce nuove, la sfida, il pathos delle votazioni. L’orrenda immutabilità della Decisione Finale… Non lo so.

Diavolo! Non mi era mai successa una cosa simile. Incollato allo schermo a sentire storie, ascoltare note. A vedere facce, scrutare primi piani in attesa del risultato. Non lo so e non lo voglio nemmeno sapere.

Ma lo devo confessare perché da fighetto radical pseudo chic snob di sinistra non avrei mai pensato di ridurmi a tanto. Per questo devo dirlo, devo trovare il coraggio di metterlo nero su bianco con questa tastiera da nottambulo.

Devo guardare in faccia la realtà. Mettere da parte i capelli cotonati e tinti di grigio. Le rughe stirate col botox e tinteggiate di marrone delle star del piccolo schermo reduci da isole famose.

Devo sradicarmi dalla mente la mole antipatica della discografica d’annata e dannata che lancia giudizi come rasoi, che poi che cacchio ne sa lei di cosa significa stare su un palco a raccontarsi in musica con le parole di un altro.

Devo, devo, devo. Padre mi perdoni, perché ho tanto peccato in pensieri e azioni.

Io… Santo cielo! Non ci riesco…

Devo…

A me…

A me…

(coraggio, dillo!)

A me… piace… X-Factor. Ecco l’ho detto! Mi piace X-Factor. E Serena non meritava l’eliminazione. A vantaggio di quelle tre buzzicone ripulite delle Sister of Soul poi… No, davvero. Non è giusto.

Morgan… Questa giuro che me la paghi! Che notte orribile mi attende.

Vaìa

Commenti (3)