Archive for Giugno, 2008

La versione di Jacopo

- Allora, amore… tutto bene?
- Sì
- Sei triste?
- Ma noooo, babbo!
- Ah, ok. Mi ero preoccupato…
- Perché ti eri preoccupato?
- Mah… eravamo appena arrivati alla fattoria e sei subito voluto andare via.
- Sì…
- Ma non ti piacevano gli animali?
- Sì… mi piacciono! Anche se puzzano…
- E allora? Perché sei voluto andare via subito?
- Mmmmm
- Hai cambiato idea?
- Sì…
- E come mai?
- Eh! Capita che si cambia idea, no?

Fermo la macchina. Mi giro e lo guardo che mi sorride, gli occhi luminosi e una piccola jeep di plastica in mano. Lo stritolerei dal bene che gli voglio. Lo bacerei per ore, schiocco dopo schiocco. Se non fosse che mi sbatterebbe via dopo un minuto, per eccesso di smancerie "da femmina". Il mio piccolo filosofo di città. E invece lo guardo e gli sorrido ebete.

- Hai ragione, amore. Capita. Che dici, ce ne andiamo ai giardini a giocare?
- Sììììììììììììììì

Vaìa

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Colpo di stato*

Oggi il consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto lodo schifani bis. Niente processi alle quattro maggiori cariche dello stato: Presidente della Repubblica, presidente del consiglio e presidenti di camera e senato (le minuscole sono volute).

Dopo le intercettazioni un’altra soluzione per separare la casta dalla massa delle persone qualunque. Che poi è anche un peccato, perché quelle del tizio che propone attricette usate al direttore Rai sono veramente divertenti.

Io non ho più parole per descrivere lo schifo. Magari se ne accorgerà pure Walterino nostro, che con questa gente non si può nemmeno pensare di instaurare un dialogo. Ma che ci voleva tanto a capirlo? Possibile che dobbiamo fare sempre la figura degli ingenui buoni di cuore? Non ci è bastata la bicamerale degli anni ‘90?

Io non lo voglio il dialogo, con delle persone così. Ci dialoghereste voi con Totò Riina se vi giurasse sui figli che è cambiato? Io mi limiterei a insonorizzare la cella. E amici come prima.

Vaìa 

*il titolo lo ha già usato un caro amico bloggante. Io lo riprendo, francamente non me ne viene in mente uno migliore.

 

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Italiani all’estero

Immagine anteprima YouTube

Vado due giorni in Francia e mi imbatto in un’orecchiabilissima canzone. Tutta mandolini, spaghetti e Mafia (e con un video fatto molto bene).

Però, che dire, a me è piaciuta da morire. Anche se i francesi, solitamente, come cantanti sono terrificanti (tolta Edith Piaf e pochi altri). Dico, avete mai provato a sentire un pezzo rock cantato fra sbuffetti ed erre mosce?

In ogni caso piano con le lamentele facili facili da difensori dell’onore patrio. Qua non si tratta di stereotipi alla wurstel e crauti per i tedeschi. Quando un paese tollera che un terzo del tuo territorio sia al di fuori del controllo dello Stato si merita che la sua immagine all’estero sia esattamente questa.

Siamo noi a doverci vergognare, non chi ce lo ricorda. E chi non è d’accordo è un Totòcuffaro!

"Je vais revoir le Stromboli
Je vais oublier la mafia
Repenti
J’ai trahi"

Vaìa

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La ritirata del sergente

L’Italia certe persone non se le merita più, per questo se ne vanno. E non venite a dirmi dell’età. L’età non conta nulla.

Ieri è toccato al sergente nella neve. Altro mondo, altri uomini, altri valori. Così ingenuamente fuori moda. 

Vaìa 

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Fango e sudore

Io corro. E non ci sono ginocchia negligenti, piogge mefitiche o fiumi esondanti che possano cambiare questo semplice dato di fatto.

Io corro finché ce n’è. E quando mi fermo, anche se mi fanno male le giunture e sono riemerso a stento dalla melma che il Po ha sparso per il Valentino, mi sento meglio.

Dio solo sa quanto mi serva.

Vaìa 

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