Archive for Febbraio, 2008

Me ne frego della retorica

Me ne frego della retorica. Di fronte a una storia come quella dei fratellini di Gravina di Puglia rimango atterrito.

Penso a quei due bambini, alla loro morte terribile e lenta. Penso alla madre, al padre incarcerato forse a torto con un’accusa infamante.

Penso al buio di quel pozzo, al freddo, alla fame. E vorrei, giuro, vorrei avere la capacità di credere e di pregare per loro. Perché qualcosa almeno avrebbe un senso.

Invece non ci riesco. Posso solo tornare a casa dai miei figli, accarezzarli e riempirli di coccole (almeno quello piccolo, l’altro mi da un calcio e scappa via). E dargli tutto il meglio di me, finché posso.

Vaìa

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Dove sono finiti i superpoteri?

In vista del derby di domani c’è chi si scopre normale, vulnerabile, punibile. E non lo accetta.

C’è chi dimentica la propria storia (in certi casi gloriosa e in moltissimi altri sporca) e fatica se viene considerato "uguale a tutti gli altri", lui che era sempre quello "più uguale degli altri".

Dante ha scritto: "Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria". Altri (mi si perdoni l’accostamento) hanno scritto un’ironica lettera di solidarietà.

Io dico solo che un po’ meno di vittimismo e un po’ più di memoria non guasterebbe. Quando si lamentavano gli altri (quasi tutti) si soleva dire che "a fine stagione torti e vantaggi si equiparano". Magari con il sorriso un po’ strafottente di chi sa che non è vero.

Ecco, adesso ricordiamocelo un po’. A partire dai "nuovi" dirigenti e dai tifosi. Sennò si rischia di passare da piagnoni e da buffoni, e non è mai bello. Nemmeno per la cara, vecchia signora (maiala).

D’altra parte se nel 1998 cantavano così, un motivo ci sarà. O allora andava tutto bene?

Vaìa

(E adesso… Vai, Max… insultami pure)

 

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Barcamp, il mio contributo alla causa

Domani inizia Webdays e dopo domani ci sarà il famoso Torino Barcamp 2008. Per non far vedere che proprio non ne sono fregato ripubblico qua il mio articolo di questa mattina su Repubblica Torino. Fosse mai che servirà a attirare ancora qualcun altro… (lungi da me l’idea di auto-titillarmi l’ego).

Alla due giorni parteciperò a sprazzi pure io. Ci si vede là, nel caso.

Web e società, ecco le Giornate della Rete
Ritornano al Circolo dei Lettori i Webdays, quest’anno sposati al "Barcamp"

Se pensate che l’e-commerce sia una strana pratica esoterica o se siete tanto esperti di Web 2.0 da voler approfondire le tecniche di misurazione delle reti sociali, allora non potete perdervi il doppio appuntamento di Webdays – Barcamp 2008.

Domani e sabato, infatti, a Torino tornano le “Giornate della Rete”. La storica manifestazione lanciata nel 1999 da Comune di Torino e Centro Scienza per avvicinare le persone al mondo di Internet e della nuove tecnologie. Quelle che più o meno consapevolmente utilizziamo ogni giorno al lavoro o nel tempo libero, dal cellulare al personal computer.

«Negli anni – spiega Franco Carcillo, Dirigente Servizi Telematici e Portali della Città di Torino e organizzatore di Webdays – il nostro approccio alla manifestazione è rimasto immutato: diffondere la conoscenza delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione fra tutti i cittadini, con attenzione per i più giovani e gli anziani». Il tutto attraverso tavole rotonde con esperti del settore e momenti di formazione che negli anni hanno reso l’appuntamento uno dei più amati dal pubblico.

Anche per questa ottava edizione gli spunti non mancheranno. Nei locali del Circolo dei Lettori di via Bogino 9 si discuterà di tutto: dalla letteratura on line all’accessibilità dei siti Internet, dalle tematiche emergenti della Web TV all’universo dei blog.

Con una novità importante. Per la prima volta, infatti, Webdays si sposa con un altro evento di punta del popolo della Rete: il Barcamp Torino 2008. Di cosa si tratti è ormai cosa nota: un momento di incontro informale costituito da una serie di “non conferenze” aperte a tutti, con argomenti proposti e discussi dal pubblico stesso.

«Quest’anno poi – commenta Andrea Toso, esperto di media sociali fra i promotori del Barcamp – abbiamo deciso di mantenerci il più possibile vicini alla filosofia di Webdays, chiedendo a tutti un taglio che fosse adatto anche ai non addetti ai lavori». Senza dimenticare comunque la natura “da utenti esperti” che caratterizza l’evento, che coinvolgerà tutti i partecipanti in incontri e interventi su social network, usabilità dei media digitali e giochi on line.

Divulgare e approfondire, quindi, con l’obiettivo di contribuire in modo decisivo all’aumento della “massa critica” delle persone che animano e fanno crescere il Web partecipato. «Sembra che il messaggio sia stato recepito in pieno, – prosegue Toso – visto che ormai si sono iscritte oltre duecento persone, per quello che appare proprio essere uno dei Barcamp più popolati d’Italia». Fra loro anche alcuni dei blogger più conosciuti del paese, come Gianluca Neri di Macchianera.net

Per venire incontro a chi non potrà essere presente a Torino, parti della manifestazione saranno trasmesse in streaming sul blog ufficiale dell’evento. Programma e informazioni su Webdays.it

Vaìa

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Quando si vota, si vota!

Il Comune di Firenze ha reso noti i risultati del referendum consultivo popolare sul famigerato progetto per il nuovo tramvai cittadino.

Eccoli:

  • 20% Sono favorevole al tramvai
  • 20% Non sono favorevole al tramvai
  • 60% Juve merda!

Ah, la democrazia! 

Vaìa 

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La parola del giorno

Imi||ria*
s.f.
FO
1 condizione di grande povertà, di estrema indigenza: vivere nella m.; non conoscere m.: non essere in ristrettezze economiche
2 con valore interiettivo, per esprimere stupore, meraviglia o stizza, rabbia, ecc.: piantala, per la m.!
3a spec. al pl., estens., insieme di disgrazie, dolori e patimenti che affliggono una persona o l’umanità in generale: le miserie umane
3b LE condizione di estrema infelicità, di profondo avvilimento: nessun maggior dolore | che ricordarsi del tempo felice | ne la m. (Dante)
4 FO grettezza, pochezza, bassezza: m. morale
5 FO espressione artistica, letteraria e sim., priva di valore o di originalità: quel libro è una vera m.
6a FO somma di denaro esigua, trascurabile: mi pagano una m.!
6b FO fig., cosa di poco conto; inezia, quisquilia: litigare per una m.
7 TS bot.com., erba perenne sempreverde del genere Tradescanzia (Tradescantia albiflora o Tradescantia viridis o Tradescantia fluminensis), con foglie striate di bianco e fiori bianchi, coltivata come pianta ornamentale, così chiamata perché si propaga con grande facilità
8 OB avarizia, spilorceria

Dal "De Mauro". Scegliete voi l’accezione che preferite.

Vaìa

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Contronatura (e a favore di CEI)

Insomma! Adesso basta! Va bene che ci stiamo avviando sulla via di Teheran, nel senso che diventeremo presto un’enclave italiana dello Stato del Vaticano, ma “Caos Calmo” me lo lasciate stare!

Il film non l’ho visto. Sono uno di quelli che hanno letto il libro (pochissimi rispetto a quelli che lo leggeranno da oggi in poi), e devo anche ammetterlo con franchezza: le catartiche (mi perdoni Nico Orengo) righe finali in cui Pietro Paladini sodomizza la donna che ha salvato dall’annegamento sono eccessive e brutali.

Però nell’economia del romanzo (che personalmente giudico ben riuscito) ci stanno tutte. Si fanno leggere, insomma. Là dove un povero pennivendolo come me avrebbe scritto “guidò il suo sesso nell’anfratto più proibito della donna” Veronesi (dimostrando la differenza fra cazzeggio e scrittura) va avanti per pagine in crescendo fino all’atto finale della profanazione.

E comunque tutto questo è cultura. Non ammetto che la CEI si metta a questionare pure sui diritti del culo, dopo quelli del feto e dell’embrione. Pietro “Nanni” Paladini si inchiappetta la bella Isabella Ferrari??? BEATO LUI! Fa bene, Cento volte bene, mille volte bene. Altro che esempio negativo per i giovani! Dovrebbe essere portato a modello esemplare di maschio caucasico eterosessuale sessualmente attivo!

Davvero, mi trattengo dal fare battutacce, doppi sensi, accuse alla cieca sul rapporto fra i preti e i rapporti contronatura. Ognuno - questa è la differenza fra la mia visione laica e la loro visione da chador - col proprio culetto fa quel che vuole. E non voglio cadere nella retoria più bieca tirando i balli i veri crimini contro l’umanità commessi da programmi di intrattenimento per raggggazzzzi e gggggiovani come Amici o il Grande Fratello nelle sue varie reincarnazioni sataniche. Che evidentemente a CEI e compagnia brutta van benissimo.

Per cui mi limito a dire, cari preti della CEI, se davvero volete mettervi a questionare sui modelli negativi lasciate stare film, romanzi e culi e preoccupatevi di altro. Fate almeno finta di non volerci proprio colonizzare del tutto, cazzo! Almeno finta!

Viva la Repubblica! Viva la libertà! Viva Isabella Ferrari! Amen.

Vaìa

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