Archive for Gennaio, 2008

Tralaltramente…

 


Ridiamo per non piangere, ma che tristezza. 

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L’orrore ha un volto


Guardate questo video. E poi guardate queste facce. L’orrore ha un volto. Un volto che ci mostra tutti i giorni.

Noi possiamo continuare con le nostre vite, con gli impegni, con i pensieri. Lui, l’orrore, contina a riprodursi. Senza sosta.

L’orrore ha il volto di una balena bianca. Che non cambia mai.

Ha il volto di chi è cambia casacca con l’aplomb di un mammasantissima e fa finta di avere dei valori.

Ha lo sguardo di chi insegue un ideale sbagliato. E dei venditori di fumo che glielo hanno permesso.

L’orrore ha il ghigno del maiale che pensa di essere puro.

Possiede l’arroganza del furbetto che costruisce i quartierini per i rampanti della finanza creativa.

L’orrore ha la smorfia della malattia di un corpo in disfacimento, la cui mente era già persa da tempo.

Ha le rughe di un vecchio che non invecchia mai. Che si crede immortale e ignora gli scricchiolii del tempo e delle ossa.

L’orrore. L’orrore. L’orrore. Che terribile senso di impotente stanchezza.

Vaìa

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Appunti per una campagna di comunicazione clerico-fascista

Visto che ormai ci siamo, mi riferisco al tentativo quasi riuscito di colpo di stato clerico-fascista in atto nel nostro Paese, mi propongo seriamente per un posto nel futuro Ministero della Santa Comunicazione e Inquisizione, con una proposta di pubblicità regresso che spero verrà tenuta in seria considerazione.

Premessa
Come sappiamo è ormai ovvio che la chiesa sta cercando di diventare una forza politica a tutti gli effetti, non bastandole più quella sorta di "leggera" influenza indiretta sui nostri baciapile dei vari schieramenti. Per questo ha chiaramente pagato il buon Mastella per far cadere la baracca ("Siamo nel mirino perché cattolici") e permettere il ritorno del quasi ottuagenario nano di arcore (tutte le minuscole sono volute).

Allora io mi porto avanti col lavoro e salto con largo anticipo sul carro di vincitori. Quando tutto sarà finito e saremo ufficialmente un’enclave semi-repubblicana dello stato del vaticano, ci sarà bisogno di fare molta pubblicità per far capire ai tutti i fissati col laicismo quanto saremo felici di cantare le lodi del signore per ogni sciagura ci verrà imposta. Noi dovremo amare le nostre sciagure, come Winston Smith (questo, non il nostro amico) amava il Grande Fratello (questo, non quello della Marcuzzi. Se non capite queste sottigliezze letterarie, evitate di leggere ancora. Siete già pronti).

Campagna 1 - Molti figli molto onore
Call center. Una donna vestita con una polo gialla, un paio di cuffiette sulle orecchie, guarda fisso in camera con un sorriso che le illumina gli occhi e il cuore. Un leggero alone contorna la sua figura.

Voce fuori campo: "Quando mi hanno detto che ero incinta sono caduta dalle nuvole. Avevo appena ottenuto il decimo rinnovo del contratto e non sapevo dove sbattere la testa. Sono sola e con quello che guadagno non riesco nemmeno ad arrivare alla terza settimana del mese. Come farò con un bambino?, mi dicevo. Ma non avevo pensato al signore e alla sua infinita grazia".

Panoramica dell’ufficio. Immagini della donna col pancione che se ne va, sempre sorridendo, portando via le sue poche cose e liberando la scrivania per una nuova arrivata. Una irregolare curda pronta a lavorare gratis per due mesi, in cambio di un pasto. Voce fuori campo: "Ma adesso sono felice. Sono stata invitata a lavorare fino al nono mese, pena la giusta denuncia al Ministero del Lavoro Gratuito, e il padrone di casa mi ha sbattuto fuori perché sa già che non avrei potuto più permettermi l’affitto. Ma con l’aiuto del signore posso fare tanto. E l’argine del fiume, in fondo, non è così brutto come nuova casa".

Pay-off: "In Italia l’aborto è reato. Il signore è l’unica certezza - Campagna per una gravidanza inconsapevole. Conclave dei ministri"

Campagna 2 - Le malattie genetiche sono un dono
Ospedale privato. Interno giorno. Una coppia con sguardo sognante guarda teneramente verso alcuni lettini, dove sono sotto osservazione quattro splendidi bimbi biondi. L’intero ambiente è bianco e rilassante. I fanciullini sgranano verso la telecamera occhioni azzurri e sorridono.

Voce di donna fuori campo: "Io e Mario non potevamo avere figli. E certo non volevamo dare i nostri soldi a una nazione atea e straniera per rimediare a questo nostro errore. Se il signore voleva così eravamo pronti ad accettarlo. Poi però abbiamo scoperto che con un permesso vaticano potevamo procedere con l’inseminazione artificiale e con l’impianto obbligatorio di tutti gli embrioni disponibili".

Voce di uomo fuori campo: "Certo. Portare a termine una gravidanza con sei bambini è stata dura. Anche perché non sapevamo quanti si sarebbero ammalati della grave forma di b-talassemia major che dio nella sua infinita bontà mi ha dotato. Ma se dio ha voluto salvarci con la sua vita noi non potevamo essere da meno. Adesso Katia e Michelino stanno bene. Loro - inquadratura sui lettini - un po’ meno e anche se ce la faranno la loro vita sarà un via vai dagli ospedali per trasfusioni continue. Ma qua le suorine sono tanto gentili e a modo. Ci sentiamo già come in chiesa. A casa, insomma".

Pay-off: "In Italia la ricerca sugli embrioni è reato. Il signore è l’unica certezza - Campagna per una crocefissione quotidiana. Conclave dei ministri"

Campagna 3 - La tua vita è del signore
Va in onda il fimato con cui Piergiorgio Welby accompagnava la lettera aperta al Presidente della Repubblica per esercitare al suo diritto di scegliere quando morire. Solo che il testo scritto non è quello. In sovrimpressione passano poche, sintetiche frasi. A leggerle sembra quasi che Piergiorgio sorrida. Quasi.

"Caro Presidente Bagnasco. Sono morto e questo lei già lo sa. Ma il signore mi ha dato la possibilità di scriverle di nuovo per dirle quanto mi sbagliassi. Adesso, mentre i demoni mi pungolano in un eterno tormento di fiamme e acciaio fuso, mi rendo conto del mio peccato.
Ah! Potessi tornare indietro. Come non sprecherei le mie giornate a pensare alla morte. Quante volte avrei potuto bearmi del volo di una mosca o del suono del respiratore artificiale e rendere grazie a dio. Invece che incaponirmi con questi… comunisti e radicali (che il signore mi perdoni) a invocare un diritto che non mi spettava.
Santo Presidente! Non chiedo la grazia per il mio reato. Le chiedo solo di raccontare la mia storia a tutti e di divulgare questa missiva. La vita è meravigliosa! Bisogna goderne perché è un dono di dio. E niente più. Adesso la lascio, Papè Satàn mi aspetta col forcone. Sempre devotamente suo, P.G. Welby"

Pay-off: "In Italia non provateci nemmeno a parlare di eutanasia. Il signore è l’unica certezza - Campagna per una vita come dio comanda. Conclave dei ministri"

Vaìa

 

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D-I-P-I-A-T-T-O!

- Cara? Hai visto il mio nuovo Macbook Air?
- Sì ,l’ho messo sulla mensola dei libri…
- Ma sei pazza! Sulla mensola? E se cade?
- Ma dai, l’ho messo di taglio! Fra i libri…
- Nooooooooooooo, cazzarola! Di taglio? Di nuovo?
- Oddio caro scusa! L’avevo dimenticato!
- Ma porca miseria l’ultima volta c’ho messo due giorni a trovarlo. Di piatto lo devi mettere via. DI PIATTO!
- Scusa, caro. Dai che ti do una mano a carcarlo…
- Oddio… Non ce la faremo mai! Ho una riunione fra un’ora…
- Non fare così, scusami…
- Di piatto! Pazza scriteriata… D-I-P-I-A-T-T-O!!!

Vaìa

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Invisibili

Di fronte alla tragedia Thyssen non ho saputo scrivere nulla. Anche se mi ha tolto il respiro e mi ha offeso profondamente. Come mi ha offeso il pensiero che per qualcuno, in Germania, in fondo siamo i soliti italiani esagerati.

Ezio Mauro stamattina ne ha scritto un pezzo asciutto e doloroso su Repubblica. Lo consiglio a tutti. Perché quando si muore così, consumati dal fuoco mentre si lavora, non è possibile scordarsene in alcun modo.

Molti avrebbero rischiato di cadere in qualche sbrodolatura retorica o strappacore (la madre in lacrime, la moglie rimasta sola, i figli orfani). Ezio Mauro racconta e basta. Come se fosse la cosa più naturale del mondo. È il giornalismo, bellezza. Quello vero.

Vaìa

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Piccoli incarichi prima di dormire

Ieri sera, uscito dal lavoro, ho fatto un salto in macelleria. Dovevo parlare col proprietario del negozio, uno che non si lascia convincere facilmente.

Non è stato semplice. Ma alla fine ha accettato la nostra protezione. È bastato scuoterlo un po’ e spaccargli registratore di cassa e bancone. In fondo non era uno stupido.

Adesso devo dedicarmi a una bisca clandestina. Ci penserò prima di andare a dormire. Sempre che non mi chiedano di liberare l’Europa dal giogo nazifascista. È chiaro.

Fortunatamente mi porto sempre dietro lo strumento del mestiere, non si sa mai. Da quando l’ho modificato sono pronto a tutto…

Vaìa

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