Archive for Dicembre, 2007

duemilaotto

Gomma stacca e va qualche giorno in ferie.

Visto che quando tornerà sarà passato un anno intero, a tutti lascia fin da ora l’augurio di realizzare almeno qualcuno dei propri desideri.

Perché non tutti?

Beh, la perfezione non è di questo mondo, salvo rarissime eccezioni. Iniziamo un po’ per volta.

Vaìa

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Respiriamo bene! Ma non subito…

Photo MrFijodor - Flickr.com

Apro Repubblica di oggi, pagine locali, e scopro con piacevole sopresa che Chiamparino, dei torinesi beniamino, ha lanciato l’idea di metter su un sistema di ingresso al centro cittadino “a crediti”. In pratica i non residenti non potranno più entrare in macchina quando e come vogliono (per altro non si faceva così già da un pezzo, con la Ztl), ma lo potranno fare solo consumando un pachetto di ingressi gratuiti calcolato in base al modello dell’auto e della fascia “euro x” di appartenenza. Una volta finiti quelli: PAGARE! E basta coi furbetti, perché ci saranno più telecamere a vigilare sull’applicazione delle nuove regole.

Bene, benissimo, perfetto! Per un fautore della chiusura totale (e ripeto TOTALE) del centro alle auto (con esclusione di residenti e mezzi di servizio) una decisione del genere - per quanto minimalista rispetto alla mia visione, visto che si parla di regolare gli ingressi e non di divieto assoluto di transito - non può che far piacere. Dopo tanto scavare come talpe alla ricerca di nuovi posteggi sotterranei forse si incomincia a fare sul serio come lotta all’inquinamento. Perché Torino continua a essere fra le città più inquinate d’Italia e non bastano le domeniche ecologiche e le targhe alterne a porvi rimedio.

Pensate, e lo dico tanto agli abitanti quanto ai turisti, quanto sarebbe bello camminare per tutto il centro cittadino con la serena tranquillità di quando si gira in piazza San Carlo (cercando di dimenticare quel cacchio di parcheggio sotterraneo che nasconde). Un bel giro in autobus o in metro e via a piedi a fare shopping, senza quel simpatico torpedone di auto clacsonanti che ogni sabato percorre tutta via Roma alla vana ricerca di un posto auto (sbeffeggiando quelli sotterranei ovviamente).

Pensate solo a quanto è cambiata la stessa piazza San Carlo, un tempo posteggio a cielo aperto di tutti gli amanti della movida taurinense… Ci guadagnerebbero anche i commercianti, non fossero storicamente una delle categorie più chiuse al cambiamento. Avere tempo per girare e godersi la città farebbe vendere come prima, se non di più.

Proprio perché sono tanto “estremista”, leggo notizie come queste e mi faccio una semplice domanda. Dal momento che qua si parla semplicemente di mettere ingressi a pagamento, perché diavolo si dovrebbe partire solo dal prossimo autunno? Nell’articolo non ho trovato risposta. Per cui ripeto la domanda: non sarebbe meglio iniziare a educare il senso ecologico delle persone (e il loro portafogli) quando non c’è emergenza inquinamento, piuttosto che partire da zero quando avremo avuto modo di respirarci un bel po’ di polveri sottili per i prossimi dieci mesi?

Nella eterna città Fiat sembra proprio che mettere mano a certe situazioni da quattro ruote incancrenite sia quanto meno difficile. Senza dimenticare (ma sono certo che non è questo il punto) i bei soldini che si guadagnano con gli onnipresenti parcheggi a pagamento e con le multe inevitabili che un qualsiasi sabato pomeriggio di shopping si porta dietro. E anche se in cuor mio spero so che si tratta di considerazioni secondarie, non posso che continuare a chiedermi: perché dall’autunno 2008 e non, per dire, dalla prossima primavera? Non si tratta di una situazione sufficientemente grave? Mistero della fede, pare.

Oltretutto adesso salta fuori che c’è una bella forbice fra i dati di consumo dichiarati dalle case automobilistiche e quelli effettivi delle macchine che ci vendono. Il che se non altro ti fa sentire meno cretino quando ti capita di fare il pieno molte più volte rispetto a quelle che dovresti (calcolatrice alla mano). Quindi rallegriamoci: non siamo noi a essere sbagliati, sono loro a essere disonesti. Con buona pace dei consumi reali, del portafoglio delle famiglie e dell’inquinamento. Perché anche una Euro 5 inquina di più se consuma di più.

Morale della favola forse quando avremo davvero una macchina da 27 km con un litro non la potremo più portare in centro a Torino. Non so voi, ma a me un po’ viene da ridere!

Vaìa

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E diciamolo!

Buon cinismo a tutti! E buone feste…

Vaìa

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Regole sregolate

Ogni anno si organizzano numerosi circhi per ciclisti dopati. Francia e Italia in testa.

Ogni anno si iniziano campionati di calcio dove possono e devono vincere (a turno, quando va bene) sempre le stesse 2 o 3 squadre. Fra una telefonata e l’altra, quando serve.

Ogni quattro anni tutto il mondo si mette a guardare campionati di calcio pieni di atleti che fanno uso di qualsiasi sostanza lecita (e non, a volte) per reggere lo stress delle gare e rendere al meglio in una manciata di giorni.

Sempre ogni quattro anni vengono esaltati i valori olimpici in carrozzoni ambulanti, che di olimpico ormai più solo il nome. Ma soltanto perché lo sponsor ancora non se l’è comprato.

E tutto questo lo chiamiamo sport.

Poi un ragazzo senza gambe (ripeto: SENZA GAMBE!) trova il modo di correre (ripeto: CORRERE, SENZA GAMBE!) quasi al livello di chi le gambe ce le ha e chiede di partecipare alle Olimpiadi.

E cosa succede? Invece di dargli il benvenuto e dirgli “Cazzo! Ma certo! Ma stiamo scherzando? Vieni!”, pigliano ’ste due protesi stupende e miracolose e le analizzano manco fossero flaconi di eritropoietina.

Poi, quando si sono resi ben bene ridicoli, ci dicono che “no”, purtroppo le protesi lo avvantaggiano: «Pistorius è avvantaggiato, gli serve meno ossigeno, consuma meno e le sue gambe artificiali lo aiutano».

Quindi, riassumiamo. Doping: non si dovrebbe, ma tant’è. Corruzione, telefonate, diritti tv squilibrati: non si dovrebbero, ma tant’è. Sponsor che si comprano pure la mamma di De Coubertin: non si dovrebbe ma tant’è…

Uomini senza gambe che vogliono correre le Olimpiadi per urlare la propria normalità: non si deve e non si farà. Per quello ci sono le gare paralimpiche, quelle che racchiudono tutti i problemi della gente, ben ben separati dagli altri, e fanno dire “Ma che bravi!” a chi quei problemi non ce li ha.

Qui non si tratta di paura di perdere. Qui si tratta di paura di creare un precedente. Del terrore di confrontarsi con la diversità delle persone. Di rovinare l’immagine del bello zoo organizzato con le scimmiette ammaestrate.

Complimenti, davvero. Saranno contenti anche gli organizzatori cinesi. Non bastavano i dissidenti e l’inquinamento, ci mancavano solo gli handicappati molesti a rompere i maroni.

Vaìa

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You can never hold back spring

Immagine anteprima YouTube

Qualche sera fa ho rivisto “La tigre e la neve” di Benigni (ormai Rai Uno rasmette solo più lui).

Non meritasse il film (e così non è), meriterebbe questa canzone. Ma quant’è bella sta voce da carta abrasiva?

Vaìa

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Rido per non piangere, però…

Ho un bellissimo iPod Touch, lo sapete. Da giovedì sera lo tocco e lo ritocco, lo sapete. Ci navigo wi-fi con Safari che è una meraviglia (ancora ieri al convegno TOP-IX), lo sapete.

Quel che non sapete è che mi è impossibile connetterlo per metterci della musica. A casa ho il notebook vecchio e crashato che non mi permette di installare il service pack 2 di Xp, necessario allo scopo.

A lavoro, scoperta di stamattina, ho un Windows 2000 Professional che semplicemente non è compatibile con l’iPod Touch.

In pratica mi trovo nella situazione di un diabetico grave, affamato e goloso, davanti a una millefoglie con panna e crema pasticcera che non può mangiare.

Per cui, mi chiedo, Steve Jobs… io ti amo e ti adoro, lo sai. Ma un po’ stronzo lo sei! Vuoi proprio che mi compri un Macbook, vero? Mi stai provocando, Steve? Eh? Mi stai provocando?

Vaìa

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Trentacinque

Dalla mia festa a sorpresa. Copyright Max Schiro

Dei 5 anni non rammento nulla. Ho ricordi indiretti, con immagini dai colori sbiaditi prese da foto viste e riviste mille volte. Mio padre, serio, mia madre, impettita. Forse mia nonna e qualche amichetto. Il tinello di cucina, con la tenda così incredibilmente anni Settanta, e ancora niente cani a farci compagnia. Il compleanno di uno splendido figlio unico.

Dei 15 ricordo il caos familiare di quegli anni. L’inadeguatezza dell’adolescenza al ginnasio classico. Il non capire molte cose e la voglia di impegnarsi ancora meno a capirle. Ricordi annebbiati e la voglia matta di mettere il culo su una Honda NSR scarenata nero verde che avrei potuto guidare un anno dopo, ma che non avrei davvero mai guidato. O le notti passate non a guardar filmini spinti in tv, ma televendite di auto. Scegliendo quelle che mi sarebbe piaciuto poter comprare. Sarebbe bastato aspettare tre anni.

Dei 25 mi resta la sensazione di perenne e assoluta mancanza di denaro. Per uscire, per comprarsi le sigarette, per muoversi in città. Senza macchina, vespa e bicicletta. I lavoretti durante il giorno all’università e la sera, nei week end, come cameriere di un locale che cercava di diventar trendy con il jazz. E la magia del lavoro (non pagato ma meraviglioso) in redazione, con il Capo indiscusso che mi ha insegnato molte cose.

Dei 35, oggi, non so che dire. Mi fanno effetto, sarà per la cifra tonda. Sarà per l’iniziare a scivolare verso i 40. Sarà che al liceo mi è rimasta in mente sta cosa che Dante a 35 anni aveva scritto la Divina Commedia, o che Jimi Hendrix (come mi ha detto qualcuno) era già morto da anni, però almeno era Jimi Hendrix. Sarà che incomincio a distinguere fra abiti da giovani e abiti da “non” giovani. Saranno i pensieri per la testa, le responsabilità, i dubbi. Le tante cose da fare. Sarà quel che volete. Ma forse sarei arrivato più volentieri direttamente a 36, senza passar di qua.

Comunque, auguri. Me li faccio di cuore.

Vaìa

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E’ da ieri che lo tocco…

E’ da ieri che lo tocco. Lo giro, lo rigiro, lo ammiro.

Solo non lo collego al Pc, causa vetustà del sistema operativo (ma rimedieremo). Anche se basta andar di Safari Wi-Fi per godere alla grande.

Il tutto grazie a una serie di splendide persone (tra cui la signora gomma, lui, lui, lui, lei, lui,e altri carissimi amici/e senza blog) e a una festa a sopresa con pizza e torta come piace a me (panna, cioccolato e millefoglie).

I 35 anni, in fondo, non sono così male. Basta toccarsi un po’.

Vaìa

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