Archive for Novembre, 2007

Altro che Twister… Pardòn, Twitter!

Questo è Web 2.0! Volete sentire una canzone ora, subito, adesso? E magari non ce l’avete nell’immancabile iTunes? E non avete tempo di scaricarla da eMule comprarla on line?

Bene. Un browser qualunque e oplà… molto probabilmente in 5 secondi la starete sentendo. Grazie a Songza, l’Internet Jukebox, parto della mente brillante di Aza Raskin (figlio a sua volta del brillantissimo Jef Raskin, fra i padri della Mela).

Ora… non so tecnicamente come funzioni e manco mi interessa. Ma è un esempio del Web 2.0 che piace a me. Quello che ti dà servizi utili e non strumenti che la maggior parte delle persone usa solo come armi di pavoneggiamento di massa (”sono qua che faccio questo e quello e lo condivido con tutti voi arricchendo la vostra giornata e titillando il mio ego smisurato tramite audio video foto e testi”).
Che dire. Provatelo come ho fatto io. C’è perfino Mengoli!

Vaìa

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Scegliete me!!!

Potevo perdermi questa occasione? Con un iPhone in palio da sorteggiare il 10 dicembre?

Certo che no! E per buon peso aggiungo che il 9 è il mio compleanno (e son 35…). Quindi perché non sperare in un regalo da parte della mia “mela morsicata” preferita?

Qua tutte le info: “The Apple Lounge ti regala un iPhone!“.

Vaìa

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È morta la moglie di Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina.

Non voglio fare della facile retorica. Persone splendide muoiono in ogni angolo del mondo in ogni momento. Quello che voglio ricordare è il riserbo e la discrezione con cui l’allenatore della Fiorentina ha gestito tutta questa difficile situazione dal 1999 a oggi. Dall’abbandono volontario della panchina giallorossa nel 2004, per star vicino alla moglie che si era riammalata, fino alla scusa ufficiale della “colica renale” che l’ha tenuto lontano da Reggio Calabria per la partita di domenica scorsa.

Ne approfitto quindi per chiedergli idealmente scusa per aver bofonchiato alla vista delle discutibili scelte tecniche del suo sostituto. E per porgergli da questo mio piccolo e fiorentinissimo palco viola tutte le mie più sentite condoglianze.

Vaìa

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La raffinata ironia della mela

Leopard è il sistema operativo più avanzato del mondo. Così avanzato che vi consente persino di eseguire Windows

Oggi navicchiavo sul sito della Apple, sfogliando meraviglie tecnologiche e nuovi sistemi operativi, quando mi imbatto in questa frase mentre leggo delle capacità del nuovo Leopard.

Che dire. Lo stile o lo si ha o non lo si ha. Dal design delle tastiere alle battute a effetto. Aggiungete un altra tacca al fucile dei ragazzi di Cupertino, please.

Vaìa

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Alwaysconnected (by Max Schiro)

Quando uno è genio è genio. In questo caso né io né Axell. Parlo di Max, iperbolico narratore per immagini…

(Ah, Max… Mi mandi poi copia della liberatoria che NON ti ho firmato?)

Vaìa

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Rivoglio la mia palla di stracci

Force Commander. Il micronauta magnetico (1977)

A quanto pare se si rubano i mobili virtuali dell’Habbo Hotel si finisce in galera. Se si fanno foto a una ragazzina schiacciata da un autobus e le si mette in rete, invece, si va dal sociologo.

Io non ci capisco più nulla. Giuro. E mi sento sempre più vecchio e fuori dal mondo. Un po’ come mio nonno, quando guardava i robot magnetici con cui mi baloccavo da bambino, scuotendo la testa.

«A me per divertirmi bastava una palla di stracci», diceva. Quanto aveva ragione.

Vaìa

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Ma che bisogna fare per vincere un Mondiale?

Premetto che non ho tempo per informarmi come si deve. Però ogni santo giorno da un po’ a questa parte apro Repubblica.it e leggo che la nazionale femminile di pallavolo ha vinto l’ennesima partita nella World Cup giapponese.

Per la precisione con l’ultima contro il Brasile sono otto. Contando che con otto vittoria consecutive il mondiale di calcio lo si sarebbe archiviato da un pezzo… ma quante ne devono vincere queste per farla finita una volta per tutte?

Nel dubbio le nostre eroine ci proveranno anche con Cuba e USA. Poi le fermeranno a fucilate… Forse.

Vaìa

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Me and the Master

Una volta ogni cento anni il mio mestiere permette di incontare i propri idoli. Eccomi qua col Maestro Paolo Conte, mica pizza e fichi. Io, ovviamente, sono quello con la faccia da pirla vestito da pinguino. Lui è lui… e chissà perché sorride molto meno di me…

Vaìa

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