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E adesso torniamo al caso clamoroso della scomparsa di Franco Ferrazzi, di Casale Monferrato. Molti di voi ci hanno scritto per sapere se c’erano novità. Purtroppo non si registrano passi avanti nelle indagini, anche se gli inquirenti non disperano di poter arrivare a una conclusione positiva…
Eccolo che alza la testa. E guarda, gli occhi spenti del bovino che rumina. Poi il lampo. Ecco il pensiero che si fa strada. Inizia sempre così. Sempre.
…ricordiamo a tutti voi che Franco, 39 anni, è scomparso la sera di lunedì 23 marzo di due anni fa, mentre stava andando a fare la spesa al supermercato sotto casa. Indossava un paio di pantaloni di fustagno marroni e un giaccone…
- Hei, mi sa che parlano di te.
- Come no!
- Minchia! Ma se sei uguale! Se non sapevo che ti chiamavi Giorgio pensavo proprio a te. No?
- No cosa?
- Ti chiami Giorgio, no?
- Infatti.
- E volevo dire. Minchia ma è proprio uguale a te!
- Io sono più magro.
- Beh, cazzo! Due anni son lunghi… E poi quando vieni a mangiare qua al bar non è che butti giù un granchè. Sposti solo il cibo nel piatto.
- Non ho fame.
- Minchia, ma come fai a non aver fame che ti spacchi il culo tutto il giorno sulle impalcature lo sai solo te.
- Non ho fame e basta.
… ma chi era davvero Franco Ferrazzi? I suoi amici lo ricordano come una persona normalissima, tutto casa e lavoro. Una fidanzata fissa, un posto in prima fila in chiesa ogni domenica e un incarico di responsabilità nella direzione della fabbrica di famiglia…
- E il pizzetto quando l’hai tagliato? Stavi bene…
- Mai portato.
- Sì, certo… Ma in foto là in tivvù ce lo avevi e come. Bello folto. Minchia che barbone!
- Ti dico che non l’ho mai portato.
- Ok, Ok…. Cazzo, ma qua parlano di una ricompensa a chi chiama e lo fa trovare.
- Dici?
- Cinquantamila euro! Ma sei un cazzo di vip! Cinquantamila euro, ma pensa te!
- È inutile che ti scaldi. Non sono io. Finiscila, Toni.
- Sarà…
… sentiamo adesso l’appello dei familiari del giovane. La madre Maria lo ha rivolto al figlio dalle nostre telecamere, che l’hanno raggiunta nella loro villa. Eccola, abbracciata al figlio minore, mentre cerca di convincere Franco a tornare indietro…
- Prima che dica qualsiasi cosa, Toni, io sono figlio unico.
- Certo… Minchia ma tuo fratello è uguale a te!
… Franco, hai capito? Noi ti vogliamo bene, torna! Siamo qua che ti aspettiamo a braccia aperte. Non importa cosa hai fatto in tutto questo tempo…
- Forte tua madre!
- Non è mia madre. I miei sono morti.
- Comunque a me non la racconti. Cazzo se non me la conti giusta. Si vede che tu qua sei diverso…
- Da te di sicuro.
- Sì scherza, avessi una mamma che mi paga a peso d’oro scherzerei di più anch’io.
- Ti ho detto che mia madre è morta.
- Ok, Ok. Come vuoi tu. Io ho bevuto troppo! Aspetta va che vado a pisciare, ancora che casco dal ponteggio.
…vi ripetiamo, chiunque avesse informazioni ci chiami al numero che vedete in sovrimpressione… ottocento zero sette ventiquattro ventiquattro. Il nostro centralino è sempre a vostra disposizione…
Eccolo che si ferma alla cassa. Prende un foglietto e una penna e scrive goffamente con quelle dita enormi, senza farsi vedere. O almeno ci prova, povero stronzo. Ti ho detto che non sono io. Ma tanto non lo capisci. Non vuoi capire un cazzo. Cinquantamila euro sono più di quanto tu abbia mai sperato di avere. Tutti soldi facili, una giocata da padre di famiglia. Ti basta solo una telefonata. Povero stronzo, davvero. Non sapresti nemmeno descrivermi tu a mia madre.
- Minchia che pisciata! Uè, Giorgio, non finiva più. Dai che si torna indietro! Giorgio? Ehi, ma dove sei finito? Ma che sei già andato da solo? E che non si aspettano gli amici? Giorgio? Giorgio! Ma dove cazzo sei finito?
Vaìa



