Archive for Maggio, 2007

Ok, Ok… ho sbagliato

Qualche tempo fa vedendo l’iPhone ho detto: "Signore e signori: il futuro".

Oggi, vedendo il Microsoft Surface, dico: "Signore e Signori, lasciate pure perdere l’iPhone". Perché quello non era il futuro. E’ solo un telefono senza tasti. Niente in confronto all’invenzione di zio Billy.

Descriverla è limitativo. Bisogna vederla. Poi bisogna andare in ufficio o nello studio di casa, guardare mouse e tastiera, e piangere dalla frustrazione.

Sempre in attesa di un eventuale iTouch… Vuoi mica che zio Steve stia a guardare? Che diarchia sarebbe?

Vaìa

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«Che palle sto Web 2.0!»

Lo avrà ben pensato la povera Allison Stokke, oggi agli onori della cronaca su molti quotidiani italiani (ne linko uno per maggiori informazioni) per essere diventata, suo malgrado, una star di Internet.

O meglio, del Web 2.0, quello dove ci sono tante cose meravigliose e incredibili possibilità. Ma dove basta anche solo ruttare ridendo in faccia a una webcam per diventare l’idolo di migliaia di persone in tutto il mondo.

Lei non ha fatto nulla per cercarsi questo onere. Saltava con l’asta nelle gare statunitensi ed essendo una gran bella ragazza l’hanno notata, fotografata, filmata e "passaparolata" fra le pieghe del social webbing. Il risultato è che adesso la sua vita è stata come violata e lei, cito testualmente, ritiene di «essere vittima di un crimine».

Insomma. Più di una volta mi è capitato di storcere il naso davanti a certe manifestazioni di problemi relazionali, idiozia e voyerismo che emergevano dalla Rete (come filmarsi mentre si sfreccia a 300 all’ora in moto o passare ore immedesimato in un avatar di second life). Adesso si scopre anche l’altra faccia della medaglia… le molestie virtuali. Con tanti bei saluti alla privacy della gente, oltretutto.

Ma davvero siamo tutti contenti e soddisfatti di sapere e far sapere sempre e comunque chi siamo e cosa facciamo nel mondo? Io ho iniziato a rispondere di no da un bel po’ di tempo. Oltre a ragionare perfino sulla necessità di avere un blog, lo ammetto. Salvo poi scriverci puntualmente. Un po’ di "real life" in più, davvero, non guasterebbe.

Vaìa

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Si sapeva, però…

Si sapeva da tempo, però spiace. Luca Toni se ne va dalla Fiorentina verso altri lidi (forse il Bayern Monaco). Non giocherà comunque la Champions League, ma guadagnerà una barca di soldi. Io, è facile intuirlo, avrei fatto diversamente. Ma tant’è…

Il mio grazie è sincero: 49 gol in due anni non son da tutti. E poi la Fiorentina dei ragazzi che ieri ha passeggiato sulle rovine della Samp (5-1) fa ben sperare. Solo una raccomandazione… Niente telefonate equivoche, please! A noi per darci mazzate ci metton sempre poco.

Vaìa

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“E sempre allegri bisogna stare…

… che il nostro piangere fa male al re", cantava Enzo qualche anno fa. Sempre allegri. Anche se questo paese, il nostro bel paese, fa schifo. Sempre allegri e distratti dalle cose che contano.

Prendiamo un argomento a caso. Ma lasciamo stare tangentopoli, calciopoli, vallettopoli, ecceteropoli. Parliamo di salute. Parliamo di tumori. Di quella bella malattia che ognuno di noi conosce, perché ognuno di noi ha avuto un padre o una madre (o tutti e due), un parente (o tutti e tre), un amico (o tutti e quattro), un cacchio di conoscente che ne ha sofferto o ci ha lasciato le penne.

Parliamo di cancro e parliamo di come viviamo male la nostra vita. Ridendo e facendoci buggerare sulle cose base, come il diritto alla salute. Perché di tumore oggi si guarisce sempre di più. Peccato che ci si ammali anche sempre di più. Un dato? Rimaniamo al nostro Piemonte, va… Una Regione dove ci si scanna su dove posizionare il polo delle Molinette due (la fantomatica "Città della salute") e dove intanto dalla fine dei ‘70 alla fine dei ‘90 si scopre "un’impennata del 72 per cento del neuroblastoma, del 49 per cento nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23 per cento per le leucemie".

Sono cifre che venerdì mattina chiunque potrà leggere nella nuova inchiesta dell’Espresso "Sos Cancro". Dove sono elencate anche le migliori zone italiche dove ci si può ammalare più facilmente. All’ombra delle cattedrali petrolchimine, o vicino a qualche discarica abusiva e tossica non meglio identificata. Mangiando diossina e bevendo qualche tipo di stronzio radioattivo. Perché ok che fumare fa male, d’accordo che c’entra la genetica. Ma questi sono dati choccanti, non possono bastare le solite spiegazioni.

In questi giorni si celebra l’avvento della plastica. Lungi da me il pensiero di poterne fare a meno… sparirebbero il 99% delle cose che uso, soprattutto molti dei miei giocattoli tecnologici. Però, ecco, oltre a celebrarla mi piacerebbe anche che si riflettesse sui piccoli inconvenienti che si è portata dietro la sua catena produttiva… O alle antenne dei miliardi di dispositivi che ci circondano ed emettono quelle belle onde che ci fanno venire gli orgasmi a forma di bit quando prendiamo un wi-fi a palla o quando il nostro umts mostra orgoglioso tutte le sue tacche di ricezione. Il dibattito se siano dannose o meno non è risolto. E intanto andiamo avanti come se niente fosse (io per primo).

Non so bene dove andare a parare con questo sfogo. Dico solo che forse, ma forse, ci vorrebbe un po’ più di informazione come questa. Che magari ci farà pure qualche scongiuro poco fine, ma di certo ci aiuterebbe a tenere di più gli occhi aperti. E magari perfino a staccare qualche spina ogni tanto, o a pretendere una gestione corretta dei rifiuti, o perfino di rinunciare a usare l’auto quando non necessario. Chissà, forse qualche sindaco icona della sinistra potrebbe perfino decidere un giorno di non sventrare una piazza salotto per farci sotto un posteggio. L’ennesimo posteggio. Invece di prendere misure drastiche e cazzute sulla gestione del traffico… Ma forse esagero.

Io domani l’Espresso me lo comprerò (e vi consiglio altrettanto). Poi mi metterò una bella mano sulle balle e inizierò a leggere. Il cancro purtroppo lo conosco bene, anche se non ho ancora avuto il piacere di incontrarlo di persona. Ma per provare a evitarle le cose, bisogna prima di tutto conoscerle. Quest’informazione è sacrosanta e benedetta. Fra un’inchiesta di Woodcock e le intercettazioni delle sim di Moggi, è chiaro.

Vaìa

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C’è chi…

 

C’è chi arriva in Coppa Uefa partendo da -15. E non importa che ieri abbia regalato come un pollo due gol al Messina (ma grande Riganò, ex dal cuore d’oro). Sarà una coppetta meno importante di un tempo, sarebbe stato molto meglio andare in Champions (e per un momento sembrava quasi fattibile), sarà quello che volete.
Ma per me fare 72 punti quest’anno (con lo psicodramma della partenza a -19) contro i 74 dell’anno scorso (quando ogni tiro diventava un gol per magia) è un’impresa titanica. Per cui grazie ai ragazzi per quello che hanno fatto e speriamo di avere un po’ di serenità e di soddisfazioni l’anno prossimo (che è la classica frase di noi tifosi viola o granata a fine campionato).

C’è chi poi si salva con una giornata di anticipo, dopo una partita - diciamolo! - vergognosamente codarda contro una diretta concorrente. Come dire… una chiarissima partita truccata da fine torneo, dove il pari va bene a entrambe. Solo che fossi un tifoso granata mi girerebbero un po’. O almeno non gioirei. Perché essere del toro - mi hanno insegnato da bambino - vuol dire sputare l’anima in campo sempre e comunque. Quando si è più forti e, soprattutto, quando non si è all’altezza.
Spero almeno che quest’anno gli sia servito da lezione. Per programmare come si deve a partire dall’anno prossimo. L’abbiamo passata anche noi viola. Spero solo che non saltino fuori telefonate imbarazzanti. Risultati come lo 0-1 a Roma potrebbero anche lasciarlo intendere ;-)

Infine c’è chi (io questi non li linko) torna in serie A. E non se ne sentiva affatto la mancanza. La cosa più bella è stata vedere i suoi tifosi - pochi e brutti, come al solito - festeggiare il ritorno nella massima serie con caroselli d’auto - poche e tamarre - in centro a Torino. Una di quelle cose, per intenderci, per le quali non c’è prezzo, mentre per tutto il resto c’è Mastercard.
Adesso torneranno i derby e le partite con la Viola. Che affronteremo, come ha magistralmente scritto Gramellini sulla Stampa di oggi - "con il rispetto che si deve a una neopromossa". E con la speranza che le telefonate siano finite davvero.

Vaìa 

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Quando si è famosi…

Ecco un inaspettato regalo post-Litcamp. Per cui ringrazio sentitamente l’autore.

Quello a dx sono io (lo avrete capito per l’espressione furba). Gli altri li lascio indovinare (se non ci riuscite eccoli: a sx e al centro).

I numeri? Beh… se non li conoscete restate nell’ignoranza! Sappiate solo che sono una passione e un progetto (il LostCamp). E che qualcuno forse rosicherà a star fuori dalla vignetta…

Vaìa

 

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Il “mio” Manifesto

Vaìa

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Dove andrei e dove vado

Il 12 maggio si tiene l’inno all’ipocrisia italiota del Family Day "clericofascista" (come avrebbe detto qualcuno moooooooolto più lucido di chiunque di noi). Non commento la manifestazione e non la linko per ripicca, anche perché non essendo un fine analista ma un fiorentino incline alle facili incazzature temo che mi verrebbe naturale tirar fuori il panchetto da comizio e insultare un po’ di gente. A partire dei nostri nuovi amici del Margheritone (aka "Partito Democratico") che si affannano a dimostrare ogni due minuti tanto rispetto verso i baciapile.

Segnalo però dove andrei io se potessi: alla contemporanea Giornata dell’Orgoglio Laico di Roma, in piazza Navona. Organizzata dai sempre più simpatici Radicali (io questi li voto prima o poi) e dall’Associazione Luca Coscioni. Anche se, come dire, mi pare che ogni volta tendano a esagerare un po’ nei toni. Sarebbe bastato chiamarla giornata della Repubblica o dello Stato. Che sono laici e di tutti per definizione.

Non c’è niente da essere orgogliosi nel professarsi rispettosi di ogni esigenza o diritto umano. E’ un comportamento assolutamente naturale e ovvio per il mio modo di vedere. Sono gli altri che svaccano con il fanatismo. Perché chi considera degni di essere scomunicate le donne che abortiscono, senza almeno fare una qualche distinzione fra le mille e mille sfaccettature del fenomeno, mi fa francamente sgranare gli occhi per l’incredulità.

Segnalo anche dove andrò di sicuro, almeno in mattinata: al Litcamp di Torino. Giornata di incontro fra letteratura e Web che si tiene al Circolo dei Lettori di via Bogino (fortunatamente lontano dal carnaio di una monotona Fiera del Libro). Se venite ci vediamo là… Io sono quello bello, affascinante e ricco di talento vicino ad Axellemoticon

Il bannerino? Eccolo…

 

Vaìa 

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