
Signore e signori: il futuro.*
Vaìa
*mi è venuto così… non volevo esagerare.

Guerra fra consolle? XBox o Wii? O magari Ps3 (quando si degneranno di sbarcare in Europa…).
Mi ributto a pesce sul tema e vi segnalo un articolo uscito il 3 gennaio su Repubblica.it (molti l’avranno anche già letto), che torna sull’argomento per recensire un libro incentrato sull’entrata a gamba tesa di Microsoft in questo fecondo settore di mercato ("Il fattore X", di Dean Takahshi).
Interessante, come del resto deve essere il volume (di cui mi interesserebbe entrare in possesso). Un unico neo (del pezzo, non del libro): con l’estrema semplificazione dei concetti propria dei quotidiani (nonché per l’interesse specifico dell’editore che parla) siamo ancora fermi a un duopolio Xbox/Playstation, che l’arrivo della bianca piccolina made in Nintendo pare però aver incrinato notevolmente.
Staremo a vedere. Nel frattempo le cifre riportate indicano che il terzo incomodo negli ultimi mesi si è fatto sentire eccome: 1.800.000 pezzi da novembre a oggi. Altro che duopolio. Qua si va dritti dritti verso una trio di numeri uno. O meglio, a un duopolio di stili di gioco: per hard e softcore gamers.
Tanto che secondo me la guerra fra Bill Gates e Sony rimarrà caldissima, con gli eredi di SuperMario a fare la parte dell’aggiunta tecnologica, da affiancare secondo i gusti ora a Ps3 ora a Xbox.
Vaìa
Oggi si legge che l’Amministrazione Bush vuole finanziare una nuova Atomica per rinnovare il proprio arsenale. Il costo del progetto? 100 miliardi di dollari. Con 10 all’anno, tanto per fare un esempio, si eliminerebbe l’analfabetismo. Con 15 l’Aids.
A questo punto, almeno, pretendo che vi sia una logica in tutta questa follia. Usiamola, questa maledetta bomba!
Basta accatastare tutto in silos ultrasicuri, in attesa di chissà che. Basta spendere soldi per armi che non si usano mai. Come cittadino che paga le tasse esigo che gli investimenti diano un ritorno immediato.
La nostra società è già tanto priva di valori che ogni spesa che la Pubblica Amministrazione effettua senza obiettivi concreti è un’offesa a tutti quelli che lavorano e che pretendono serietà da chi governa.
Non ne posso più di finanziamenti statali che non portano a nulla. Ci vuole efficienza, cribbio! Efficienza! Dove andremo a finire, sennò?
Vaìa
Come accenna Axell in un post… venerdì seratona Wii, con me partecipante insieme ad altri amici. E’ stata la seconda occasione di provare il nuovo giocattolo Nintendo, dopo alcune sporadiche prove con quella di mio fratello (i GommaBros). Premetto subito che parlo solo degli aspetti ludici. Tutto il lato Web (visto che la scatoletta bianca sfrutta il wi-fi per un po’ di cosette) non l’ho ancora testato minimamente.
Che devo dire. A me questa consolle proprio non convince. Sono il primo a riconoscere che siamo veramente nell’eccellenza delle trovate tecnologiche. Scuotere nell’aria il telecomando per giocare a tennis o golf è davvero divertente e spiazzante, ma per i primi dieci minuti. Il tempo di fare oooohhhh e di inseguir palline in qualche set e basta.
Mi spiego meglio. Personalmente sono da sempre un grandissimo appassionato di due categorie di videogiochi: di guerra e sportivi (al 99% calcio). Ho giocato dall’inizio dei ’90 con qualunque consolle sia uscita (oltre che, ovviamente, con decine di Pc): dal Master System al NeoGeo (con quei cartuccioni da 200.000 lire che io e mio fratello cercavamo usati dopo aver risparmiato una vita), passando per Mega Drive, Playstation (1 e 2) e Xbox (normale e Xbox).
Di innovazioni ne ho viste. Ho visto sparire i joystick e dominare i joypad. Ho visto telecomandi vibrare per simulare dei falli da dietro meritevoli di espulsione o scoppi di granate a pochi centimetri dalle orecchie… Ma mai dispositivi che rilevassero il nostro comportamento nello spazio e lo riportassero fedelmente sullo schermo. E infatti, come si potrebbe dire con un tono aulico-sacerdotesco, grande è stata la mia meraviglia di fronte alla Wii.
Ma, come dicevo, è durata poco. Faccio un esempio. Quando la prendi ti danno un cd insieme con i "Wii sports". Ovvero: tennis, bowling, golf, pugilato e baseball (non mi pare ce ne siano altri). I giocatori sono graficamente fumettosi (oltre che focomelici in alcuni casi… ovvero dei cilindri senza braccia né gambe ma dotati di racchette o mazze) ed è molto carina l’idea di inventarsi il proprio alter ego virtuale (il "Mii") da far giocare (anche in rete).
Ma la giocabilità… ecco… è penosa, almeno per me. Troppo user-friendly, per intenderci. Non c’è modo di dare sensibilità ai colpi… anche se si prova a cambiare i movimenti con cui si effettuano. Tranne forse il golf movimenti diversi non producono effetti diversi. Nel tennis, ad esempio, l’idea sembra essere solo quella di mandare la palla di là… e vedere che succede (ovvero se l’altro la cicca o no). Senza dimenticare perché mai i geni nipponici abbiano deciso di far giocare solo doppi…
Dicevo "tranne il golf" perché quello è l’unico caso in cui bisogna davvero dosare le forza, ad esempio sul green col putter in mano (per modo di dire). Ecco… qui davvero conta avere la mano salda, altrimenti bisogna andare a cercare la pallina fra gli alberi.
Poi però entra in gioco un altro fattore, almeno per me. Quando gioco deve esserci "adrenalina nell’aria" (come canta De Gregori). Devo sfogarmi, farmi prendere, dimenticare tutto e lasciarmi immergere nell’azione. Sia questa un cross dal limite che un’operazione di sabotaggio al di là delle linee nemiche. Insomma… il gioco deve prendermi.
E la Wii non lo fa. Nemmeno un po’. Anche se è giusto dire che i giochi che ho provato non lo fanno. Quelli sportivi sono da questo punto di vista penosi (oddio, qualsiasi golf io abbia provato è stato abastanza noioso). Come spiegare… Ecco… forse sarebbero adatti a far trascorrere qualche serata alternativa ai vecchietti di una casa di riposo. Vista l’adrenalina che ti fanno scorrere nelle vene un the è sicuramente più dannoso per il cuore.
Ora, è giusto però dire anche che il catalogo che la Nintendo offre è vasto, anche se come sempre privilegia un approccio ai giochi che storicamente non mi ha mai convinto salvo rare eccezioni (tipo Super Mario Kart). Perché all’abbrutimento delle simulazioni sportive, che adoro, sostituisce contesti fumettosi con personaggi fissi (come l’idraulico più famoso del mondo, appunto) che costituiscono sicuramente un valore aggiunto per gli affezionati, ma non per chi, come me, non si è mai fatto troppo prendere.
Certo siamo agli inizi e bisogna vedere come evolverà il tutto. Via via verranno trovati nuovi modi di interazione e verranno pubblicati o adattati giochi più coinvolgenti. Ho già provato, ad esempio, "Call of Duty 3", un classico del wargaming e uno dei titoli più belli di sempre per me (che ho finito i primi due episodi sul Pc). Bella grafica e tutto quanto… ma l’interfaccia Wii per l’occasione mi ha fatto venire il mal di mare dopo cinque minuti.
Soprattutto perché il dover gestire la visuale del protagonista attraverso il joystick a bastoncino è davvero frustrante. Ma soprattutto perché dopo averci provato non trovo un solo motivo (per me che non ho al momento consolle) per prendere la Wii e dovermi sorbire giorni e giorni di addestramento o puntare decisamente su Xbox 360 o Ps3 (quando verrà) per giocare alla guerra con la massima soddisfazione possibile e con un sistema di gioco molto ma molto più intuitivo. Senza dimenticare risorse tecniche superiori.
Per cui riassumo. Condivido gli entusiasmi di molti per la nuova interfaccia di gioco (si legga ad esempio cosa ne ha scritto il buon Suz negli ultimi giorni), ma come lui sono uno che la Wii non la comprerebbe mai. Magari sarò convinto fra qualche tempo da titoli imperdibili, ma trovo che al momento siamo davanti a un oggetto innovativo dalle enormi potenzialità. Ma che offre un tipo di divertimento non fa proprio per me.
Anche se, aggiungo per precisione, il meglio di sé la Wii lo dà proprio nelle serate fra amici. Che permettono, fra l’altro, di non sentirsi troppo stupidi a dimenarsi da soli per la stanza con un bastoncino bianco in mano (come se incavolarsi con un arbitro virtuale per un rigore negato fosse un comportamento molto più furbo).
Ecco, al termine di quest pistolozzo vi consiglio di stampare il tutto e tenerlo da parte. Così quando mi beccherete a giocare alla Wii dimenticando moglie e figli potrete sempre rinfacciarmi questo mi momento "luddistico". Quando rimpiangevo "i bei vecchi tempi" e affermavo convinto: "L’automobile? Vedrete, non avrà mai successo. Chi vorrebbe rinunciare ai cavalli?".
Vaìa
Travolto dall’inatteso successo del plugin WordPress Mobile Edition (ringraziate questo omino qua per la creazione) segnalato da Suz e migliorato nelle funzioni da Axell, anche io ho scaricato il necessario per donare a tutti voi un "Gommino" leggero leggero, da gustarsi con tutta rapidità da cellulare o palmare (comodissimo, soprattutto per chi non ha la sim aziendale…).
Ok… non ho ancora personalizzato il tutto con un loghino trendy e very cool (e chi c’ha tempo!). Però direi che per il momento può bastare. Insomma, ragazzi, badiamo al sodo!
Per cui se vi collegate in mobilità non stupitevi se mi trovate diverso… Sono sempre io, solo che mi sono rimpicciolito un po’ per farvi risparmiare.
Vaìa
Stasera, senza nemmeno accorgermene, ho ripensato al nostro discorso. Al tuo viso ancora meno espressivo del solito. Mi sono ritornate in mente le tue frasi fatte, le banalità, i pensieri senza capo né coda. I mille sotterfugi verbali a cui sei solita affidarti per far finta di avere qualcosa di sensato da dire. Le tue richieste continue.
Mentre parlavi ricordo che ho staccato il cervello. Ho inserito il pilota automatico della coscienza e mi sono sollevato dalla sedia dove mi avevi costretto. Mi sono librato in aria come quei malati che si trovano a fluttuare sopra il lettino della sala operatoria, mentre il loro cuore si fa sempre più debole.
Ricordo di avere osservato i tuoi vestiti. La tua acconciatura. La strana e buffa piega che prendono gli angoli della tua bocca, quando ti vengono quegli assurdi colpetti di orgoglio e ti intestardisci nelle tue posizioni. Il trucco intorno agli occhi, mai intonato a niente nemmeno per sbaglio. E il tuo sgardo, poi! Mi sono perduto dentro alla sua fissità, mentre mi spiegavi il tuo punto di vista e mi davi suggerimenti improbabili.
Se ci penso mi sembra di impazzire. Eppure sarai stata anche tu una bambina come tutte. Avrai avuto giochi, sogni, desideri irrealizzabili. Sarai pure stata una ragazza piena di vita, o almeno con qualche interesse. Avrai pure dimostrato, anche solo per un momento, di poterti animare di un pensiero intimamente tuo. Avrai pure provato ad agire davvero, prima di adagiarti nelle convenienze e nelle abitudini. Prima di limitarti a vivere di seconda mano.
Allora scusami se ti chiamo a quest’ora. Se torno bruscamente alla realtà di quella stanza, di te che mi parlavi senza sosta e di me che sono riemerso dal nulla soltanto qualche secondo prima di andarmene. Ma devo saperlo, anche se non c’entra niente con quello che ci siamo detti. Anche se questo ti farà imbestialire e riattaccherai furiosa, senza neanche rispondermi. Ma devo chiedertelo, perché è una di quelle cose che se inizio a pensarci non ne esco più, capisci? Devo saperlo, cazzo! Quando esattamente hai deciso di diventare tanto stupida?
Vaìa
Ancora su invito dell’iperattivo Axell
(che evidentemente ha poco da fare) butto giù la mia personale classifica del 2006. Sono bene accetti commenti e discussioni…
Vaìa
Miglior momento: Ogni volta che finivo di correre i miei 10 chilometri, con la speranza di farli diventare presto 42
Il momento più brutto: l’operazione al ginocchio e i successivi problemi alla cartilagine ancora in via di guarigione (forse)
La più grande soddisfazione sul lavoro: Un convegno dalla totale copertura mediatica e i tanti complimenti ricevuti. Ma anche ogni volta che esce un mio pezzo su Repubblica
Miglior momento per la mia città: non ne ricordo uno in particolare. Forse il clima olimpico, ma c’hanno già troppo ricamato sopra e diventa un po’ banalotto
Miglior momento sportivo: la qualificazione della Fiorentina in Champions League al termine dello scorso campionato (Chievo Fiorentina 0-2). Una gioia che definire effimera è perfino troppo
Miglior momento politico: da quando abbiamo vinto le elezioni a quando abbiamo fatto il governo. Diciamo che c’erano speranze di qualcosa di meglio
Canzone italiana più bella: "Lo scrutatore non votante" di Samuele Bersani
Canzone non italiana più bella: "World Wide Suicide" dei Pearl Jam
Trasmissione televisiva dell’anno: "Che tempo che fa" di Fazio. Ma quando non fa troppo il buonista. Ad esempio quando intervista Gorbaciov o Biagi è insopportabile
Talk Show: non ne guardo. mi hanno decisamente stufato
Film dell’anno: "Munich" di Spielberg. Lo so, non è del 2006, ma l’ho visto in convalescenza post operatoria ed è decisamente la cosa migliore in fatto di lungometraggi. Ma anche Scoop, non era male. Peccato solo che il buon Woody ormai faccia troppo la caricatura di se stesso…
Serie TV: Lost II e III e il Dr. House (che volete da quando zoppico mi ci identifico molto…)
Libro dell’anno (letto nel 2006): "Amabili resti" di Alice Sebold
Applicazione Web 2.0 dell’anno: Flickr e YouTube (non vorrete mica che li linki, vero?)
Blog rivelazione: Iblog.it! Bella idea, mi piace
Novità nella blogosfera italiana: BarCamp Turin e le tante persone che vi ho incontrato
Il mio gadget dell’anno: il mio Nokia N80, sicuramente, ma anche un P990i tenuto solo due giorni (difettoso) e ancora oggi rimpianto
Vaìa
Axell mi ha chiesto un contributo sulla digital life per Iblog.it! E io ho risposto a modo mio… Chi vuole può iniziare qua e finire di leggerlo dall’altra parte.
Vaìa
Scende dal cielo, all’improvviso, e plana dolcemente sulla sabbia. Ruota su se stessa superando impacciata una sedia a sdraio vuota, per sedersi proprio vicino a me
- Così questa è la tua isola – mi fa.
Giro un secondo la testa per guardarla, ma l’ho già riconosciuta. Non ha nemmeno cambiato aspetto. Perfino i vestiti sono gli stessi. Ma conoscendola non ci avrà neanche pensato.
- È qua che te ne vieni tutte le sere? – chiede.
Sbuffo, ma non se ne accorge.
- Già – rispondo.
- Mi piacerebbe capire cosa ci trovi.
- Senti, non credo che…
- No, davvero. Non ti sto prendendo in giro – mi interrompe e rilancia – Se sono qua è perché vorrei capire.
- Cosa c’è da capire? Mi rilasso… Guardo il mare e …
- Il mare? Questo mare?
… continua su Iblog.it
"Scrittore e toreador di primissimo piano. Me lo ricordo nel '37 a Barcellona, bello come il sole, sotto una pioggia di rose" (Hernest Hemingway)
"Viene da una famiglia di artisti fiorentini. Credo di non dover aggiungere altro" (Pablo Picasso)
"Se non ci fosse stato lui a credere in noi la Apple non sarebbe mai diventata quello che è oggi. Thank you, guy" (Steve Jobs)
Se non ci fosse stato lui a insegnarmelo, sarei ancora qua a cercare di capire il concetto di lunghezza focale (Robert Capa)
"OH, MY GOD! WHAT A LOVER!" (Marylin Monroe)

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