Come accenna Axell in un post… venerdì seratona Wii, con me partecipante insieme ad altri amici. E’ stata la seconda occasione di provare il nuovo giocattolo Nintendo, dopo alcune sporadiche prove con quella di mio fratello (i GommaBros). Premetto subito che parlo solo degli aspetti ludici. Tutto il lato Web (visto che la scatoletta bianca sfrutta il wi-fi per un po’ di cosette) non l’ho ancora testato minimamente.
Che devo dire. A me questa consolle proprio non convince. Sono il primo a riconoscere che siamo veramente nell’eccellenza delle trovate tecnologiche. Scuotere nell’aria il telecomando per giocare a tennis o golf è davvero divertente e spiazzante, ma per i primi dieci minuti. Il tempo di fare oooohhhh e di inseguir palline in qualche set e basta.
Mi spiego meglio. Personalmente sono da sempre un grandissimo appassionato di due categorie di videogiochi: di guerra e sportivi (al 99% calcio). Ho giocato dall’inizio dei ’90 con qualunque consolle sia uscita (oltre che, ovviamente, con decine di Pc): dal Master System al NeoGeo (con quei cartuccioni da 200.000 lire che io e mio fratello cercavamo usati dopo aver risparmiato una vita), passando per Mega Drive, Playstation (1 e 2) e Xbox (normale e Xbox).
Di innovazioni ne ho viste. Ho visto sparire i joystick e dominare i joypad. Ho visto telecomandi vibrare per simulare dei falli da dietro meritevoli di espulsione o scoppi di granate a pochi centimetri dalle orecchie… Ma mai dispositivi che rilevassero il nostro comportamento nello spazio e lo riportassero fedelmente sullo schermo. E infatti, come si potrebbe dire con un tono aulico-sacerdotesco, grande è stata la mia meraviglia di fronte alla Wii.
Ma, come dicevo, è durata poco. Faccio un esempio. Quando la prendi ti danno un cd insieme con i "Wii sports". Ovvero: tennis, bowling, golf, pugilato e baseball (non mi pare ce ne siano altri). I giocatori sono graficamente fumettosi (oltre che focomelici in alcuni casi… ovvero dei cilindri senza braccia né gambe ma dotati di racchette o mazze) ed è molto carina l’idea di inventarsi il proprio alter ego virtuale (il "Mii") da far giocare (anche in rete).
Ma la giocabilità… ecco… è penosa, almeno per me. Troppo user-friendly, per intenderci. Non c’è modo di dare sensibilità ai colpi… anche se si prova a cambiare i movimenti con cui si effettuano. Tranne forse il golf movimenti diversi non producono effetti diversi. Nel tennis, ad esempio, l’idea sembra essere solo quella di mandare la palla di là… e vedere che succede (ovvero se l’altro la cicca o no). Senza dimenticare perché mai i geni nipponici abbiano deciso di far giocare solo doppi…
Dicevo "tranne il golf" perché quello è l’unico caso in cui bisogna davvero dosare le forza, ad esempio sul green col putter in mano (per modo di dire). Ecco… qui davvero conta avere la mano salda, altrimenti bisogna andare a cercare la pallina fra gli alberi.
Poi però entra in gioco un altro fattore, almeno per me. Quando gioco deve esserci "adrenalina nell’aria" (come canta De Gregori). Devo sfogarmi, farmi prendere, dimenticare tutto e lasciarmi immergere nell’azione. Sia questa un cross dal limite che un’operazione di sabotaggio al di là delle linee nemiche. Insomma… il gioco deve prendermi.
E la Wii non lo fa. Nemmeno un po’. Anche se è giusto dire che i giochi che ho provato non lo fanno. Quelli sportivi sono da questo punto di vista penosi (oddio, qualsiasi golf io abbia provato è stato abastanza noioso). Come spiegare… Ecco… forse sarebbero adatti a far trascorrere qualche serata alternativa ai vecchietti di una casa di riposo. Vista l’adrenalina che ti fanno scorrere nelle vene un the è sicuramente più dannoso per il cuore.
Ora, è giusto però dire anche che il catalogo che la Nintendo offre è vasto, anche se come sempre privilegia un approccio ai giochi che storicamente non mi ha mai convinto salvo rare eccezioni (tipo Super Mario Kart). Perché all’abbrutimento delle simulazioni sportive, che adoro, sostituisce contesti fumettosi con personaggi fissi (come l’idraulico più famoso del mondo, appunto) che costituiscono sicuramente un valore aggiunto per gli affezionati, ma non per chi, come me, non si è mai fatto troppo prendere.
Certo siamo agli inizi e bisogna vedere come evolverà il tutto. Via via verranno trovati nuovi modi di interazione e verranno pubblicati o adattati giochi più coinvolgenti. Ho già provato, ad esempio, "Call of Duty 3", un classico del wargaming e uno dei titoli più belli di sempre per me (che ho finito i primi due episodi sul Pc). Bella grafica e tutto quanto… ma l’interfaccia Wii per l’occasione mi ha fatto venire il mal di mare dopo cinque minuti.
Soprattutto perché il dover gestire la visuale del protagonista attraverso il joystick a bastoncino è davvero frustrante. Ma soprattutto perché dopo averci provato non trovo un solo motivo (per me che non ho al momento consolle) per prendere la Wii e dovermi sorbire giorni e giorni di addestramento o puntare decisamente su Xbox 360 o Ps3 (quando verrà) per giocare alla guerra con la massima soddisfazione possibile e con un sistema di gioco molto ma molto più intuitivo. Senza dimenticare risorse tecniche superiori.
Per cui riassumo. Condivido gli entusiasmi di molti per la nuova interfaccia di gioco (si legga ad esempio cosa ne ha scritto il buon Suz negli ultimi giorni), ma come lui sono uno che la Wii non la comprerebbe mai. Magari sarò convinto fra qualche tempo da titoli imperdibili, ma trovo che al momento siamo davanti a un oggetto innovativo dalle enormi potenzialità. Ma che offre un tipo di divertimento non fa proprio per me.
Anche se, aggiungo per precisione, il meglio di sé la Wii lo dà proprio nelle serate fra amici. Che permettono, fra l’altro, di non sentirsi troppo stupidi a dimenarsi da soli per la stanza con un bastoncino bianco in mano (come se incavolarsi con un arbitro virtuale per un rigore negato fosse un comportamento molto più furbo).
Ecco, al termine di quest pistolozzo vi consiglio di stampare il tutto e tenerlo da parte. Così quando mi beccherete a giocare alla Wii dimenticando moglie e figli potrete sempre rinfacciarmi questo mi momento "luddistico". Quando rimpiangevo "i bei vecchi tempi" e affermavo convinto: "L’automobile? Vedrete, non avrà mai successo. Chi vorrebbe rinunciare ai cavalli?".
Vaìa











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