Archive for Gennaio, 2007

E tu come stai?

Spiegatemi un po’ voi perché a volte si è tanto teste di cazzo. No, perché se incontrate una persona che conoscete e che non vedete da un sacco di tempo che fate? Anche se vi dà fastidio, per un qualche motivo inutile che sapete solo voi, comunque vi fermerete a salutarla. E non intendo se la vedete di sfuggita dall’altro lato della strada seminascosta da un semaforo. Voglio proprio dire se la incrociate a meno di un metro, che vi guarda negli occhi mentre il volto le si illumina. E si capisce benissimo che vi ha riconosciuto e sta per dirvi sorridendo che non ci può credere, che vi trova bene, che vuol sapere cosa avete fatto tutto questo tempo. E bla bla bla.

Anche se vi dà fastidio, per un qualche motivo inutile che sapete solo voi, risponderete al suo saluto e farete finta di interessarvi ai suoi ultimi dieci anni di vita. E magari vi interesserà davvero perché avrete fatto delle cose insieme, che so, eravate compagni si scuola, nella stessa classe, perfino compagni di banco per un anno intero! E adesso questa persone ve la ritrovate non solo accanto per caso nella strada. Ma anche collega sul lavoro, perché il posto dove l’avete incontrata non è una via qualsiasi della città, ma è l’ingresso della vostra azienda, proprio vicino alla timbratrice (gneeeeeeeeee) il cui suono paranoico scandisce i momenti delle vostre giornate istituzionalmente tutte uguali. Da quando entrate (gneeeeeeeeee) con ancora il sonno addosso a quando uscite per pranzo (gneeeeeeeeee).

Perché voi siete persone ragionevoli e lungimiranti. Se incontrate qualcuno in situazioni simili lo saluterete con vigore, perfino con piacere. Magari vi farà vedere la foto del figlio, che avrà l’età del vostro, e vi spiegherà che dopo il liceo ha preso ingegneria, anche se tutti lo sconsigliavano dopo aver speso cinque anni dentro al liceo classico. Oppure vi confesserà che non è mica riuscito a laurearsi, anche se a scuola era tanto bravo che più di una volta si è sentito moralmente in dovere di darvi una mano. Una mano a voi! Poveri pezzenti del pensiero letterario col cervello incastrato davanti a una frase di Tacito.

Qualsiasi cosa direte o farete, da allora vi legherà una nuova consapevolezza. Quella di esservi conosciuti quando il mondo era una promessa e il futuro un regalo ancora da scartare. Anche se tutto sembrava essere sempre e comunque più grande di voi, terribilmente lontano nel tempo, inavvicinabile. Una consapevolezza che vi renderà complici, quando in mensa sarete uno in coda all’altro indecisi sull’insalata “nizzarda” o in dubbio su quale contorno insipido accostare al brasato scotto che danno di secondo. Che vi renderà amici, perfino, quando ci sarà da scannarsi su un progetto particolarmente difficile.

Qualsiasi cosa vi direte o farete, non dovrete nascondervi ogni volta che la incrociate o che esce dall’ascensore (sempre davanti a voi, neanche a farlo apposta!). E se non c’è nessuno spigolo o cartellone o porta aperta a darvi una mano per scomparire non sarete costretti – cosa peggiore di tutte – a tirare dritto con gli occhi assurdamente fissi davanti al vuoto che vi precede, o facendo finta di interessarvi alle istruzioni su "cosa fare in caso di incendio". Pronti a perdervi nella copertina della vostra agenda, mentre sentite bruciare sulla pelle la mortale sensazione di aver mancato a un dovere prima di tutto etico. Rispondere a un saluto, da qualunque parte arrivi.

Non dovrete chiedervi ogni volta perché quel giorno, proprio poco prima che il volto dell’altro si illuminasse per passare dalla sorpresa alla parola, avete deciso di tirare avanti facendo finta di nulla. Solo perché vi pareva uno sforzo troppo grande raccontare gli ultimi anni della vostra vita a chi vi ha visti adolescenti e inadeguati, impreparati al mondo e straboccanti di quella paura di non farcela mai e di essere sempre tremendamente inadeguati che oggi siete riusciti a nascondere sotto una patina di professionalità soltanto dopo estenuanti allenamenti.

Non dovrete sperare, quando scorgerete in lontananza una sagoma familiare, che in realtà non si tratti di lei. Perché quella persona voi non vorrete vederla mai. Nemmeno in fotografia. Non vorrete neanche sentirla nominare! Tanto vi fa sentire cretini. Non dovrete fare come faccio io, insomma. Accidenti a me e alla mia idiozia! Che per non voler attaccar bottone una volta, mi son trovato a scivolare lungo i muri, nella paura di incontrare l’oggetto della mia vergogna.

Vaìa

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Argh!

Viagra, sex, prostitutes, casinò on line, love affairs, adult, lesbian, orgy…

Tengo a precisare che né io né i miei (esigui) lettori siamo gli autori dei commenti comicamente osceni che appaiono sulle pagine di questo castissimo blog.  

Quindi, detto questo, visto che ultimamente sembro essere preso d’assalto da tutti gli "Scott Trent" e "Freddy Dominguez" del mondo… 

QUALCUNO, CORTESEMENTE, MI CONSIGLIA UN FILTRO ANTI-SPAM PER WORDPRESS MIGLIORE DI ASKIMET?

Vaìa 

 

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Piacevoli soprese

http://video.google.com/videoplay?docid=3936170891576292166

Oggi mi collego a splinder dopo un anno e passa per rispondere a una richiesta di consiglio di Piccola Canaglia e cosa scopro? Che qualcuno mi ha scritto, a luglio scorso, per avvisarmi che aveva fatto una clip video con il testo di un mio racconto e che la avrebbe pubblicata, previa richiesta di permesso, su google video.

Gli ho risposto solo stamattina, con un ritardo imperdonabile. Ma lo ringrazio davvero tanto di quello che ha fatto. Devo dire che sentire le mie parole recitate dà un piacere immenso. Tutti gli altri miei racconti - e glielo dico pubblicamente - sono a tua disposizione. Scaricateli e fanne quel che vuoi. Siamo persone “creative commons”, o no?

Ah, il video lo trovate là sopra (o qua se ci sono problemi con il plug in di wordpress). Il racconto invece nella mia raccolta (pag. 67, ma se volete leggere anche gli altri non mi offendo).

Vaìa

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Wrappiamoci!

Per chi non lo sapesse, Wrap è la radio on line degli Atenei piemontesi. Un progetto che parte dagli Atenei e che viene portato avanti dalla Regione (Assessorato all’Innovazione) e dal TOP-IX. L’obiettivo? Detto in soldoni (e prendendo spunto dal sito ufficiale) si tratta di far vivere in un unico ambiente di lavoro le esperienze sul Web delle università e delle emittenti radio piemontesi.

Perché vi dico tutto questo? Perché da ieri Wrap trasmette in diretta da Casa Universiade, uno dei principali punti di ritrovo che gravitano intorno alle Universiadi torinesi. Proprio nella sala accanto a quella in cui giganteggia (è proprio il caso di dirlo) l’Olandese volante live di Rtl 102.5

Nel gergo di Wrap si tratta di una delle "Actions" attraverso le quali si muove la WebRadioAteneiPiemonte (ecco spiegato l’acronimo), momenti concreti che vedono studenti aspiranti Dj e professionisti delle radio locali lavorare insieme in una nuova redazione allargata che sperimenta insieme nuove tecnologie e nuove modalità di essere "on air" attraverso palinsesti, eventi e programmi creati per l’occasione.

Ma adesso basta parlare. Chi vuole saperne di più può visitare il sito ufficiale. Altrimenti se si vuol lasciar campo libero alla musica basta collegarsi qua e alzare un po’ le casse.

Vaìa

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Si comincia…

Oggi (se Dio vuole!) si comincia. Dopo oltre un mese passato al telefono per raccontare all’universo mondo quanto siamo stati bravi a fare quello che abbiamo fatto. Non per mischiare privato e lavoro (che Dio non vuole!), ma sono state giornatucce intense…

Adesso con il mio bell’accredito stampa mi aspettano cerimonia di inaugurazione, gare, banchetti e conferenze di ogni tipo. Come dire… faccio ora l’Erasmus che non ho mai fatto prima. E senza neanche muovermi più di tanto!

Vaìa

ps
DIECICENTO (i flicker-fotografi che rendono famosa la Mole nel mondo) fanno il bis e danno appuntamento domani, 18 gennaio, alle ore 19, all’OLS di Piazza Vittorio (a Torino, ovviamente). Tema della mostra? Ma l’Universiade, che altro? Accorrete genti!

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Wii - La terza età si fa hi-tech

Prendete un gruppo di persone di età variabile fra i 60 e i 70 anni e dalle condizioni fisiche (agilità, riflessi, coordinamento) non proprio del tutto integre (insomma, i vent’anni risalgono almeno al 1965…), un fratello ipertecnologico dotato di due controller a bastoncino bianchi e una Wii che fa bella mostra di sé sul mobile tv e cosa otterrete?

Incredibile a dirsi, ma il risultato sarà un’accanita partita over-fifty a suon di racchette virtuali, mazze da golf ipersensibili e guantoni foderati di pixell… Merito di Wii Sports (sì, proprio quello che stroncavo qualche post più sotto) e dell’intuizione di Nintendo, che ancor di più giudico oggi geniale. Perché se qualcuno riesce a spingere mio padre (di cui ricordo ancora la frase: "Sicché tu muovi quel coso e la frecciolina si sposta?") e mia madre (che sta al computer come Borghezio a Gandhi) a diventare videogamers per due ore quel qualcuno è un fottuto genio!

Cosa dimostra tutto questo? Che avevo torto, direte voi. Ma manco per niente! Dimostra che il sistema Nintendo è realmente e concretamente capare di trascinare nel magico mondo di SuperMario persone che fino a qualche istante prima pensavano che giocare al Pc fosse qualcosa di impossibile e non interessante. Oltre che, ovviamente, il modo un po’ idiota che i loro figli insistevano a utilizzare per bruciarsi i neuroni nonostante i tanti sacrifici fatti per farli studiare.

Ma questo avvenimento (di cui il fratellino mi promette prove visive antro breve) testimonia anche che sono nel giusto (applausi, please!) quando dico che la nuova creatura di Nintendo non farà concorrenza ai colossi dell’hardcore gaming Ps3 o Xbox 360, ma si affiancherà a loro come momento di relax dopo tanto frullare di joypad. Un po’ come le stanze di decompressione in discoteca. Un valido strumento per giocare in modo totalmente diverso, meglio (MOLTO MEGLIO) se in compagnia.

Per il resto rimango della mia opinione, come alcune impressioni ulteriori:
1) Innanzitutto faccio le mie scuse a chi giustamente mi ha fatto notare che nel tennis di Wii Sports i colpi si possono variare. Eccome se sì può! Ieri con Axell ho provato a muovermi in modo diverso e a usare un po’ i tasti del controller. Venivano fuori dei tiri niente male, che mi hanno permesso di battero per due partite a uno. Anche se poi si è preso la rivincita scendendo sul mio terreno e battendomi sonoramente a Fifa 2007 per Xbox (incredibbile, ammici!).

2) Suggerisco a Nintendo di allegare ad alcune edizioni della Wii una bella bomboletta di ossigeno, un defibrillatore e un bel kit per l’autoimpianto di pace-makers… Se gli utenti tipo mio padre e mia madre iniziaranno a giocare in massa bisogna pure che l’azienda si premunisca di avvisare gli utenti dei rischi che corrono. Mio padre fuma dal 1958 circa… ma che stiamo a scherzà?

3) Ieri ho avuto modo di provare un altro gioco. E anche in questo caso di rimanerne estremamente deluso. Sarà che si trattava di una corsa di truck 4×4 (genere che aborro quasi quanto le avventure grafiche alla Myst), ma il fatto di guidare con il coso bianco incastrato in un finto volantino (nel senso di volante, non di pieghevole pubblicitario) lo trovavo davvero poco intuitivo. Va bene che anche qua si imparerà giocando… Ma se tutte le volte l’impatto è tanto straniante un bel "e che palle!" ci sta proprio bene. I giochi a volte sono già difficili di loro, se poi ci si mette anche l’interfaccia…

4) Ultimo cenno: il lato Internet della Wii (via Wi-Fi, ovviamente). Sempre ieri il buon Axell me lo ha mostrato con un po’ di calma. Carino, niente da dire. C’è la possibilità di navigare (tramite browser Opera customizzato ad hoc) di salvarsi i preferiti, di vedersi… che so… YouTube sulla Tv di casa, di mandare posta elettronica, di pubblicare le proprie foto (prese da una schedina di memoria) e di editarle secondo i gusti… Tutto molto bellino, ma al momento non particolarmente affascinante per me.

Forse anche in questo caso la killer application deve ancora uscire. Perché se l’unico vantaggio è quello di avere un altro (ennesimo) device in casa che si collega in rete… personalmente non è un plus che giustifichi la spesa della consolle (che fra l’altro dal lato ludico giudico come sapete). Aspetteremo e vedremo, anche se già so che arriveranno a frotte e spiegarmi che non ho capito, che si può fare anche altro, che in realtà se guardo bene… Ottimo! Sono qua. Fatemi cambiare idea. I colpi liftati a tennis ho già iniziato a farli, posso fare anche questo.

Vaìa

ps
Leggete qua. Vorrei tornarci sopra nei prossimi giorni. Intanto mi pare un’ottima analisi di come a volte gli estremi si tocchino e i comunisti più duri&puri si dimostrino nei fatti i peggiori conservatori… Ma quando smetteranno di votarli?

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La manina, Neil!

La copertina di Actually

Scaricarsi dal Mulo la discografia completa dei Pet Shop Boys, buttare sul player "What I’ve I done to deserve this" (Actually, 1987) e ripensare a quando mettevo da parte i soldini per i vinili con quelle loro copertine assurde.

Sicuramente mia madre, da qualche parte, in cantina quei dischi ce li ha ancora. Sono passati vent’anni ma Neil sbadiglia annoiato con lo stile della prima volta.

Certo che vent’anni… sono un sacco di tempo, cazzo!

Vaìa

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Alla Apple ci avranno ben pensato…

… prima di lasciarsi ingenuamente travolgere dalle beghe legali. O no?

Sta di fatto che Cisco ha accusato il buon Steve di aver usurpato il marchio iPhone, legittimamente registrato già nel 1996 dalla InfoGear Technology, poi acquisita dal colosso delle Reti.

Sta a vedere che l’oggetto che ci fa tanto sbavare e discutere oggi a fine anno lo conosceremo tutti con un altro nome… E chissà quale.

Proposte? Io ce l’ho: iAll. Ma tanto so che a qualcuno non andrebbe giù…

Ma come direbbe il buon Umbertone: "Stat iPhone pristina nomine, nomina nuda tenemus"

Vaìa

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