Archive for Settembre, 2006

I have a dream

Splendida battuta da un film terribilmente idiota.

Lui è un rapper bianco. Fa a gara di rime nei ghetti e veste come Eminem. Fa tutto questo per un motivo, ma il fratello non lo capisce.

- Perché non ti trovi un lavoro normale?
- Perchè io ho un sogno…
- E quale?
- Avere un sogno!

Ecco, quattro righe striminzite per scaraventare la retorica del "solo contro tutti giù" per le scale. Geniale.

Vaìa

Commenti (1)

Capisco tutto…

La vignetta pubblicata da Al Jazeera

Capisco tutto, giuro. O per lo meno mi sforzo. E non ne faccio una questione di fede, perché il concetto stesso di scontro di civiltà mi fa rimettere. E poi sono anticlericale. Tollero poco le rigidità cattoliche, le loro regole assurdamente fuori dal tempo, i loro divieti. Soprattutto la loro tendenza a pensare che si possa essere uomini giusti solo se cattolici. Cosa che io da ateo "cristiano" (faccio mia la definizione della Fallaci, non credo nel Dio cattolico ma come italiano sono intriso naturalmente dei retaggi della sua cultura) non riesco proprio a mandare giù.

Questo Papa, poi, non mi piace. L’altro era rigido uguale, ma aveva la capacità, talvolta, con azioni o parole, di toccarmi, di soprendermi. Nonostante tre secondi dopo fosse in grado di farmi incazzare predicando l’astinenza contro l’aids. Ma questo… Gesù! (sono ateo cristiano anche nelle imprecazioni) Questo sembra un teologo del XVI secolo. Un notabile della fede. Caldo ed entusiasmante come una stufa in ghisa spenta da mesi. Che fra l’altro mi va a citare in pubblico frasi di gente vissuta con le crociate, che certo non poteva avere una gran bella impressione dell’Islam. Quantomeno inopportuno di questi tempi.

Però le reazioni che ha suscitato sono spropositate, diciamocelo chiaramente. Una strumentalizzazione in piena regola, andata avanti anche dopo le scuse di questi giorni (inaudite prima d’oggi, se non per le colpe secolari della chiesa come il sostegno allo sterminio degli indios). Perché sarò anticlericale, ma prima di tutto sono per la libertà di espressione in tutte le direzioni. E se voglio dire che Maometto ha sbagliato lo devo poter dire. Così come quanto dico che questo Papa a volte dice delle minchiate. Potrò pretendere di non trovarmi assediato da folle urlanti che fanno a pezzi la mia fotografia?

Bisognerebbe, come uomini liberi e razionali (non come occidentali, europei o balle varie), lottare per far riconoscere il diritto universale a esprimere liberamente il nostro pensiero, anche se ci possiamo trovar di fronte a torme di assatanati, muniti di fantocci da bruciare e di connessioni broadband con cui lanciare anatemi o minacce di distruzione globale (tipo: distruggeremo Roma… Ma che stiamo scherzando?). Come? Esprimendolo ogni giorno senza paura (anche se nei limiti del buon senso e della decenza, chiaramente).

Vogliamo aiutare davvero questi paesi a diventare pienamente democratici? Facciamolo con la forza delle nostre idee, non piegandoci per serena convivenza o paura ad accettare di autocensurarci quando parliamo, scriviamo o disegnamo vignette satiriche. Perché sbagliamo tutti, dai profeti alle divinità, e personalmente ritengo che sarebbe molto meglio esportare la democrazia in questo modo, piuttosto che con qualche tonnellata di cluster bombs.

Oltretutto ci sono anche occasioni di divertimento. Ad esempio alcune delle contro-vignette arabe su Ratzinger sono strepitose, come quella pubblicata dal sito di Al Jazeera dove spara con la doppietta alle colombe della pace liberate da un Wojtyla che lo osserva disperato. Ok, loro non saranno degli estremisti, ma se a parti inverse lo avesse fatto Repubblica apriti cielo! Insomma, le basi ci sono e tutto il resto - forse - verrà da sé. Che diamine, anche Maometto se la sarà fatta qualche risata sotto il barbone… o no?

Vaìa

Technorati Tags: , , , , ,

Commenti (7)

YouTube allo scontro di civiltà

Bree la web-reclusaFuntwo è il nome di un ragazzetto di Seul che ha messo su youTube alcuni video dove suona la chitarra. Ed è diventato un Dio del Web, una star che manco Eric Clapton. Lonelygirl15 (aka Bree) ha gli occhi da cerbiatta e il viso da bambina maltrattata (e un po’ porca, a leggere fra le righe). Diceva via webcam di essere costretta in casa da genitori orchi e fondamentalisti cattolici, salvo poi farsi beccare come una qualsiasi attricetta venticinquenne, con tanto di agente, marchio registrato e studio di registrazione. Colpevole agli occhi del mondo di aver preso in giro, per farsi bella e diventare famosa, migliaia e migliaia di aspiranti principi azzurri pronti a seguirne le gesta e liberarla (in cambio di chissà cosa, poi).

Ora, io leggo queste notizie (che al 99% mi sono ignote, visto che bazzico molto poco youTube) e mi rendo conto sempre di più di come il mondo, tutto il nostro malatissimo mondo occidentale abbia purtroppo tutte le diavolerie tecniche a disposizione per comunicare a chiunque in qualunque luogo. Senza avere niente di niente da dire. Un po’ come l’arborigeno con cui Corrado Guzzanti (ecco un degno uso dello strumento) grazie ai new media, può scambiarsi in ogni istante tutte le informazioni possibili e immaginabili. Con un problema imprevisto: "Arborigeno, ma io e te, che cazzo ce dobbiamo di’?".

Sia chiaro, ogni tenutario di blog rientra in questa categoria di malati mentali esibizionisti e autocentrati. Pure io, anche se ancora non munito di flicker-aggeggi, vlog o altre multimedialità del menga. Manco fossi un vip alla Costantino, che ama stare ogni secondo sotto i riflettori. Voglio dire… Già può interessare poco al prossimo quello che sto scrivendo in questo post, figuriamoci le mie foto del mare (le stesse che quando vengono tirate fuori nel dopocena tutti cercano inutilmente di evitare scappando dalla finestra, ma che sul Web fan tanto ma tanto figo).

E non aiuta questa mia piccola e personalissima crisi di rigetto vedere su Repubblica le foto di quelli che sono i video più visti. Una sequenza non da poco di idioti/e danzanti, traballanti, canticchianti da far cadere le braccia. Segno che c’è ancora troppa gente che ha troppo tempo libero e connessioni troppo veloci. Un binomio che o ti fa ammazzare con il sesso virtuale o ti devasta nell’autocompiacimento da starlette della Rete.

Fine del pistolotto luddista. Saranno mode, saranno usi "marginali" di tecnologie utilissime… Ma a me fa riflettere questa sovrabbondanza di personaggi autocentrati che si mettono im mostra. Ancor più di quelli, spero minoritari (sicuramente minorati), che pensano davvero che una con la faccia di Lonelygirl15 sia davvero una quindicenne in cerca di salvezza. Forse prima hanno comprato una crema anti-brufoli da qualche Wanna Marchi del Minnesota e comprato un’auto usata da uno Schifani del Texas. Come dire, siamo tutti figli della De Filippi, in ogni continente.

Se davvero siamo allo scontro di civiltà - come si usa dire oggi - con i valori che ci ritroviamo non soltanto scopriremo di essere noi gli inferiori, ma saremo inequivocabilmente destinati alla sconfitta più ignominiosa. Se è il nostro ideale più diffuso è quello di ballonzolare o sospirare in un video pixelloso e di bassa qualità, forse non sarà un burqa a seppellirci. Basterà una più classica risata.

Vaìa

Technorati Tags: , , , , ,

Commenti (5)

Una mamma per sito

Nonni latitanti, bimbi dal carattere impossibile e asili nido difficili da scegliere? Per qualsiasi dubbio legato al difficile mestiere del genitore da qualche mese esiste un nuovo blog ricco di informazioni, consigli e suggerimenti. Si chiama “Unamamma” (www.unamamma.it) ed è stato pensato e realizzato a Torino da una coppia di giovani genitori desiderosi di mettere la propria esperienza a disposizione degli altri.

Motore del sito è Giuliana Girino, trentacinquenne, impiegata in un’azienda metalmeccanica e mamma di una bambina di due anni. «L’idea – spiega – mi è venuta durante la gravidanza, un periodo in cui spesso ci si sente sole e inadeguate di fronte a tutte le responsabilità che stanno arrivando. In quei momenti ho trovato conforto proprio leggendo e scrivendo ad altre mamme su diversi siti specializzati». Il risultato è stata la decisione di mettere in piedi un ritrovo virtuale in cui le altre donne potessero trovare ciò che le interessa davvero. «Il tutto – aggiunge Giuliana – raccontato dal punto di vista di “una mamma” come tante altre, lontano dallo stile impersonale dei portali di settore. Come se si trattasse di una chiacchierata fra amiche».

All’aspetto tecnico ci ha pensato il marito Luca, esperto di informatica, che ha realizzato il sito arricchendolo anche di un motore di ricerca a misura di genitore (http://cerca.unamamma.it). In grado cioè di selezionare le informazioni presenti su Internet soltanto a partire dai principali siti o portali italiani dedicati a mamme e bambini.

On line dall’8 marzo scorso, “Unamamma” ha già riscosso un buon successo di utenti, tanto che i visitatori sono andati costantemente aumentando fino a superare quota settemila, con picchi quotidiani di oltre 600 contatti. Molte donne, poi, oltre a lasciare un commento nel blog hanno anche deciso di scrivere direttamente alla loro “web consigliera”. «Spesso si tratta di questioni molto concrete o di persone che vogliono approfondire un tema che le ha colpite particolarmente. Ma ammetto che a volte mi hanno anche posto domande più personali, come quando mi hanno chiesto quale fosse l’età migliore per avere un figlio. Sono argomenti non facili da trattare, ma spero che le mie risposte siano servite come incoraggiamento per riflettere sulle decisioni da prendere».

Per il futuro prossimo l’obiettivo rimane quello di confermarsi come uno dei punti di riferimento per le mamme sul Web. «Sempre però mantenendo la nostra caratteristica della “gestione familiare”, per non perdere autenticità e continuare a conciliare umanità e un po’ di frivolezza con professionalità, utilità e qualità». Ma soprattutto coinvolgendo sempre di più mamme e papà nel far pesare la loro opinione, anche con sondaggi on line. Nel frattempo, se il bimbo non dorme o si esercita troppo nel lancio della pappa il blog rimane aperto ventiquattr’ore al giorno. E non è poco.

Vaìa

Technorati Tags: , , , ,

Commenti (2)

I love Torino - Cartoline dalla città II

Mi hanno informato oggi della presentazione ufficiale del concorso:

Venerdì 8 settembre
ore 18.00
Feltrinelli Libri e Musica (piazza CLN 251, Torino)

A parlare ci pensano Margherita Oggero (scrittrice), Claudia Cugnasco (Coordinatrice Culture Factory Torino) e Vera Schiavazzi (Coordinatrice dei laboratori del Master in Giornalismo di Torino). Accorrete numerosi!

Vaìa 

Technorati Tags: , ,

Commenti

I love Torino - Cartoline dalla città

Un'originale immagine di TorinoAvete visitato Torino e ne siete rimasti tanto affascinati (o - Dio non voglia - nauseati) da mettere su carta le vostre sensazioni? Vivete all’ombra della Mole (non necessariamente in via San Massimo… è un modo di dire) e avete qualche storia da raccontare? Se avete risposto un entusiastico "sììììììììììì" a entrambe le domande o non sapete bene dove abitate o "I love Torino - cartoline della città" è il concorso che fa per voi. Sempre che siate in grado di sintetizzare tutti i vostri pensieri in massimo 4000 battute e di accompagnarli con una o più fotografie (libere da copyright, please).

L’iniziativa, che si chiuderà il prossimo 29 settembre, è stata realizzata dalla Fondazione Enrico Mattei nell’ambito dei progetti Orme 2006 e Culture Factory. Gli stessi, per intenderci, che stanno dietro al progetto di BlogTorino.com il blog turistico della città su cui verranno pubblicati tutti gli scritti che arriveranno in redazione.

Partecipare è semplicissimo. Ogni autore può partecipare (gratuitamente) con al massimo quattro racconti inediti in lingua italiana, inglese o francese. Della lunghezza massima si è già detto, quel che non si è detto è che per ogni racconto deve essere necessariamente specificata una categoria di appartenenza (Eventi e manifestazioni, Sport, Musei e monumenti o Vivere Torino).

Una volta chiusi i battenti, la palla passerà alla Giuria, composta oltre che dal sottoscritto (incredibile ma vero) da Augusta Giovannoli (Coordinatrice dell’Osservatorio Scrittura Mutante), Fulvio Bortolozzo (fotografo, fondatore del Centro Studi per la fotografia contemporanea "Luigi Walker"), Graziella Ruggiero (responsabile dell’Osservatorio letterario giovanile della Città di Torino) e Vera Schiavazzi (giornalista e coordinatrice dei Laboratori di Giornalismo - Master in Giornalismo, Torino).

I quattro vincitori ufficiali di "I love Torino" verranno premiati entro il mese di ottobre (stay tuned!) presso la Feltrinelli Libri e Musica di Torino (Piazza C.L.N., 251 – 10123, Torino).Chi non avesse ancora partecipato è caldamente invitato a farlo. Bando, regolamento e scheda di adesione si trovano on line.

Vaìa

Technorati Tags: , , , , , ,

Commenti